Le tendenze dell’autotrasporto nel 2025 secondo Transporeon

TrasportoEuropa 05.12.24 L’autotrasporto europeo spera in una ripresa dopo un 2024 difficile, segnato da numerose sfide. Il 2025 si prospetta come un anno di transizione, in cui la sostenibilità e l’uso dell’intelligenza artificiale saranno protagonisti nel processo di modernizzazione del settore. È quanto prevede Christopher Keating, vicepresidente senior di Trimble Transportation Europe, secondo cui il futuro dell’autotrasporto passerà attraverso una maggiore efficienza operativa e la crescente collaborazione tra gli operatori della catena di fornitura. Uno dei principali fattori che influenzerà il settore sarà la pressione crescente verso la sostenibilità. Gli autotrasportatori dovranno affrontare normative ambientali più severe, l’aumento dei costi del carburante e una maggiore consapevolezza dei consumatori. Sebbene i veicoli elettrici e i carburanti alternativi non abbiano ancora rappresentato un cambiamento epocale, il 2025 dovrebbe mostrare un maggiore impegno nel migliorare l’efficienza operativa attraverso l’uso della tecnologia e dell’intelligenza artificiale per ridurre i viaggi a vuoto, rendendo così la catena di distribuzione più sostenibile. “Collaborare con fornitori e vettori impegnati nella sostenibilità non sarà solo una scelta etica, ma diventerà anche una questione di branding cruciale per attrarre clienti attenti all’ambiente”, afferma Keating. L’intelligenza artificiale sarà un altro elemento chiave per la trasformazione del settore. Nel 2025, questa tecnologia si evolverà dalle semplici applicazioni di automazione di base a una gestione autonoma delle decisioni. Algoritmi avanzati saranno in grado di analizzare enormi quantità di dati in tempo reale per ottimizzare la catena di fornitura, compreso il processo di negoziazione dei prezzi, portando a una gestione più efficiente dei costi e delle risorse. Inoltre, l’intelligenza artificiale sarà sempre più utilizzata per la manutenzione predittiva, riducendo i tempi di inattività dei veicoli grazie all’analisi dei dati provenienti dai sensori dell’Internet delle Cose. La carenza di conducenti rappresenterà ancora una delle principali sfide del 2025. Secondo le previsioni di Keating, affrontare questo problema richiederà un approccio integrato che combini nuove assunzioni, investimenti nella tecnologia e una maggiore efficienza operativa. Anche in questo caso, egli ritiene cruciale il ruolo dell’intelligenza artificiale per ottimizzare il tempo degli autisti, riducendo i ritardi e migliorando la produttività. Migliorare le condizioni di lavoro e investire in programmi di formazione saranno altrettanti passi fondamentali per attrarre nuovi talenti nel settore. La visibilità in tempo reale, diventata ormai una funzionalità standard nella gestione dei trasporti, continuerà a evolversi. Secondo Keating, nel 2025, le aziende si concentreranno sull’estrazione di insight dai dati raccolti, utilizzando l’analisi predittiva per anticipare imprevisti e ottimizzare le tratte. Le piattaforme integrate, che collegheranno sistemi di gestione dei trasporti e dei magazzini, consentiranno una collaborazione più stretta tra partner, migliorando l’efficienza della supply chain e riducendo gli sprechi.

Upply radiografa il trasporto italiano

Fonte TrasportoEuropa 13.11.24 La società di ricerca Upply ha diffuso una relazione sul trasporto delle merci italiano, nelle sue varie modalità stradale, portuale, ferroviario e aereo, analizzando punti di forza, criticità e le azioni necessarie per trasformare le debolezze in vantaggi competitivi. La ricerca conclude sostenendo che l’Italia è in una fase di transizione cruciale. Mentre le infrastrutture stradali e ferroviarie necessitano di modernizzazione e investimenti urgenti, il trasporto portuale e aereo continua a mostrare potenzialità di crescita, se adeguatamente supportato da politiche e interventi mirati. Il trasporto merci su strada italiano continua a mostrare una certa vitalità, con un volume che ha superato il miliardo di tonnellate nel 2022, segnando una crescita del 6,1% rispetto all’anno precedente. Nonostante ciò, le carenze infrastrutturali rappresentano un ostacolo importante. La rete autostradale – con i suoi oltre settemila chilometri di autostrade e 26mila chilometri di strade nazionali – è stata costruita principalmente tra gli anni Sessanta e Ottanta e necessita ora di interventi urgenti per garantire sicurezza e sostenibilità. Un’altra grande sfida riguarda la carenza di autisti, con circa 26mila posti vacanti e difficoltà ad attrarre i giovani verso la professione. Sebbene il Governo stia offrendo incentivi per coprire parte dei costi di formazione, il settore soffre ancora di una crisi vocazionale. A complicare ulteriormente la situazione è l’invecchiamento del parco veicoli, con un’età media di 19,1 anni contro una media europea di 13,9 anni, che contribuisce a ridurre l’efficienza e a peggiorare l’impatto ambientale. Il sistema portuale italiano rappresenta un pilastro fondamentale per il commercio estero e per la connettività con il Mediterraneo. I porti di Gioia Tauro, Genova e Trieste spiccano come hub chiave per il traffico container e il collegamento con l’Europa centrale. Nel 2023, i principali porti italiani hanno gestito complessivamente 11,03 milioni di teu, il doppio del traffico dei porti francesi, confermando il ruolo cruciale dell’Italia nel panorama marittimo europeo. Gioia Tauro, in particolare, è uno dei più grandi hub container del Mediterraneo, grazie anche alla forte presenza di Msc. Trieste serve come porta d’accesso per Austria e Ungheria, rafforzando il suo ruolo di collegamento tra il Mediterraneo e l’Europa centrale. Nonostante la concorrenza di altri porti europei, l’Italia continua ad attirare importanti operatori internazionali, come il gruppo Psa di Singapore e vari gruppi cinesi, anche se la recente uscita dal progetto della Nuova Via della Seta ha interrotto alcune ambizioni cinesi nel paese. Il trasporto ferroviario in Italia è un settore in evoluzione, ma rimane al di sotto delle aspettative europee. Con una quota modale del trasporto merci su rotaia pari a circa il 12%, l’Italia è ancora lontana dalla media europea del 17%. Per affrontare questo problema, il governo ha annunciato un piano di investimenti di oltre 190 miliardi di euro entro il 2031, parte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Gli interventi includono la creazione di nuove linee, l’ammodernamento della segnaletica e l’elettrificazione delle linee regionali. Nonostante l’entità degli investimenti, il settore ferroviario sta affrontando notevoli difficoltà operative. Nel 2023 si sono verificate 129 chiusure di linee ferroviarie a causa dei lavori, e per il 2024 si prevede un aumento delle chiusure a 207, con conseguenti rallentamenti significativi nel traffico merci. Inoltre, i terminali intermodali gestiti da Rfi non rispettano ancora gli standard europei per i treni di 750 metri, limitando la competitività dell’intermodalità in Italia. Il trasporto merci aereo in Italia è un segmento limitato in termini di volume, ma di grande importanza per alcuni settori strategici come la moda e la meccanica. Nel 2023, gli aeroporti italiani hanno gestito un traffico merci di circa 1,08 milioni di tonnellate. Milano-Malpensa si conferma il principale hub di scambio, gestendo il 65% del traffico merci totale, seguito da Roma-Fiumicino con il 17,4%. Malpensa è un punto nevralgico per il commercio estero italiano, rappresentando il 46% delle importazioni e il 54% delle esportazioni via aerea del paese. Il mercato del trasporto aereo sotto bandiera italiana, però, ha visto un declino significativo, passando dal 34,7% nel 2012 al 13,8% nel 2022. Questo è dovuto alla chiusura di Alitalia e alla sua sostituzione con Ita Airways, che offre una capacità cargo più limitata. Tuttavia, il gruppo Msc ha deciso di investire nel settore, creando Msc Air Cargo, con l’obiettivo di espandere la propria presenza nel mercato del trasporto merci aereo, puntando su nuove rotte come Milano-Tokyo.