Prosegue la ristrutturazione della logistica Amazon

TrasportoEuropa 25 Agosto 2023  Durante l’estate 2023 sono giunte due notizie che riguardano altrettante piattaforme logistiche di Amazon in Italia. E non sono questa volta positive, perché riguardano una la chiusura di un impianto operativo e l’altra la cessione di uno che non ha neppure aperto. Il primo caso è a Orbassano, alle porte di Torino, dove il colosso dell’e-commerce ha chiuso il 31 luglio l’impianto che occupava 137 lavoratori della cooperativa Afs Service (87 a tempo indeterminato e 50 in somministrazione). A Orbassano avvenivano attività di smistamento e cross docking e in questo caso potrebbe essere una ristrutturazione, perché a un chilometro di distanza Amazon sta costruendo una piattaforma che dovrebbe impiegare 500 persone. Il secondo caso è in Veneto, dove il magazzino Amazon venderà il magazzino di Treviso San Giuseppe, nell’area ex Scardellato, già pronto ma mai entrato in funzione. L’impianto avrebbe dovuto svolgere la distribuzione in ambito locale. Nei mesi precedenti, la ristrutturazione di Amazon ha sacrificato anche gli impianti di Villamarzana, in provincia di Rovigo, e di Cuneo. Resta ancora incerta la sorte della terza piattaforma bergamasca, a Chiuduno. È evidente che Amazon sta ristrutturando la rete logistica, e non solo in Italia perché fenomeni analoghi sono apparsi in Europea e negli Stati Uniti. Sembra che il colosso del commercio elettronico stia riducendo gli impianti più piccoli a favore di quelli di maggiori dimensioni. C’è chi vede in questo processo un ridimensionamento, come Gianni Taffarello, direttore di Confesercenti di Treviso, secondo cui “l’avanzata di Amazon sul territorio italiano, che negli anni passati aveva seguito un ritmo impressionante, sembra essersi fermata, soprattutto nell’ultimo miglio, trasformando il proprio modello organizzativo”.  

Logistica, l’ufficio federale trasporti svizzeri aumenta le indennità per il traffico combinato non accompagnato

Fonte Telenord 28.08. Le condizioni per il trasporto di merci su rotaia attraverso le Alpi, quest’anno già difficili in particolare a causa dei numerosi cantieri in Germania, si sono ulteriormente complicate dopo l’incidente nella galleria di base del San Gottardo. L’Ufficio federale dei trasporti svizzero (UFT) ha perciò deciso di aumentare le indennità. Il traffico combinato non accompagnato (TCNA) transalpino era già in difficoltà, avendo fatto registrare nel primo semestre 2023 il 5,5 per cento di invii in meno dell’anno scorso. Oltre agli sviluppi congiunturali, a pesare sono stati la bassa stabilità dell’esercizio in Germania nonché gli scioperi in questo Paese e in Francia. La chiusura totale della galleria di base del San Gottardo dopo il recente incidente e le ridotte capacità dopo la sua parziale riapertura hanno aggravato la situazione. Il calo del traffico fa sì che nel 2023 nel credito della Confederazione destinato alle indennità per il traffico combinato transalpino si rendano disponibili fondi, già che il loro versamento avviene sulla base delle prestazioni effettive. L’UFT ha perciò deciso di aumentare, nel secondo semestre 2023, l’indennità di 200 franchi per ogni convoglio TCNA. È inoltre sospesa, per l’intero 2023 e su tutte le relazioni, la regola secondo cui il sussidio è ridotto del tre per cento in caso di notevoli scostamenti per difetto dai volumi pianificati. Secondo la legge sul trasferimento del traffico merci le indennità devono essere ridotte di anno in anno al fine di ottenere progressivamente l’autonomia finanziaria dei trasporti. Nel 2024 per la promozione del traffico combinato transalpino saranno disponibili ancora 78,2 milioni di franchi, circa 6,2 milioni in meno rispetto all’anno in corso. La riduzione delle indennità riguarda sia la strada viaggiante sia il TCNA. Nel 2024, tuttavia, la disponibilità della rete non migliorerà rispetto al 2023 e il TCNA si vedrà nuovamente confrontato a un anno oltremodo difficile a causa dei cantieri in Italia, Svizzera e Germania. Si è così deciso di contenere quanto più possibile l’abbassamento dell’indennità per ogni invio, riducendola di un solo franco rispetto all’anno corrente.

Cronotachigrafo smart di seconda generazione

Fonte TrasportoEuropa 21.08. Il 21 agosto 2023 entra in vigore un importante obbligo previsto per l’autotrasporto internazionale dal Primo Pacchetto Mobilità: l’installazione su tutti i veicoli industriali immatricolati da tale data nell’Unione Europea del cronotachigrafo “intelligente” (o smart) di seconda generazione, che fornisce nuove funzioni che dovrebbero contrastare meglio la manipolazione dell’apparecchio e la violazione delle regole sul cabotaggio stradale. Una delle principali innovazioni è la possibilità di controllare in remoto – ossia mentre il camion è in viaggio – diciannove parametri del cronotachigrafo. In questo modo l’operatore di Polizia può verificare tramite un tablet o un personal computer il regolare funzionamento dell’apparecchio. Ciò serve per selezionare gli automezzi che potrebbero avere manomissioni al cronotachigrafo o violazioni ai tempi di guida e di riposo. Un’altra importante innovazione è la registrazione automatica del passaggio di frontiera, operazione che ora deve essere svolta manualmente dall’autista nel primo punto dopo la frontiera dove può fermarsi in sicurezza (col rischio di contestazioni e sanzioni). Questa funzione serve per controllare la regolarità di eventuali trasporti di cabotaggio e viene svolta ricevendo i dati dal sistema satellitare europeo Galileo. Il cronotachigrafo smart di seconda generazione fornirà ai gestori delle flotte le informazioni sugli ultimi 56 giorni di guida, ossia il doppio della generazione precedente. Altre novità riguardano i meccanismi contro le manomissioni, la possibilità di aggiornare il software e l’interfaccia di dialogo Bluetooth con i sistemi digitali Its (prima facoltativa). Le associazioni dei costruttori di veicoli industriali e dell’autotrasporto di alcuni Paesi europei, tra cui l’Italia, hanno chiesto nelle settimane precedenti un rinvio del termine del 21 agosto, perché non ci sarebbero abbastanza cronotachigrafi nuovi per i camion da immatricolare, ma la Commissione Europea non ha ritenuto necessario farlo. Si stima che in Italia potranno mancare settemila apparecchi, causando un ritardo nelle immatricolazioni. Rispondendo a una richiesta del ministero dei Trasporti, la Direzione DG-Move della Commissione ha raccomandato agli Stati un “regime temporaneo di tolleranza” nei controlli. Ma ciò dipenderà da singoli Stati e non si sa neppure quanto potrà durare questa eventuale “tolleranza”. La prossima importante scadenza per il cronotachigrafo digitale sarà il 21 agosto del 2025, quando l’adozione del cronotachigrafo smart di seconda generazione diventerà obbligatoria su tutti i veicoli industriali con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate che svolgono autotrasporto internazionale, anche quelli immatricolati prima del 21 agosto 2023. Il suggerimento è provvedere con anticipo a questa sostituzione, per evitare ritardi nell’installazione, con la conseguente necessità di non poter usare i camion oltrefrontiera.