Merci, ferrovia e intermodalità in affanno. Studio Cdp: in Italia trasporto su strada dominante, pesano i vincoli infrastrutturali

Fonte IlSole24Ore Con 120 miliardi di euro di fatturato, 72mila imprese e 720mila addetti, la filiera italiana della logistica è la terza più grande d’Europa per dimensione, dopo quelle di Germania e Francia e rappresenta oltre il 10% del fatturato di settore a livello Ue. Lo dice uno studio elaborato da Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) che si è posto l’obiettivo di fotografare il comparto, segnalare le sfide che si trova di fronte e individuare i fattori chiave per un suo sviluppo competitivo. Il primo dato che colpisce leggendo la ricerca è lo sbilanciamento modale che domina la logistica italiana, caratterizzata da una moltitudine di piccole e medie imprese. In particolare, in Italia il trasporto su strada conta per l’88% dei volumi interni (la media europea è del 78%) con un’intermodalità ancora poco competitiva in termini di costi e capillarità. La quota di mercato della ferrovia si mantiene limitata (13% in Italia rispetto a una media Ue del 17%), anche se il mercato contendibile della ferrovia è potenzialmente ben superiore a quello attuale. In Italia, nota lo studio di Cdp, il trasporto intermodale delle merci risulta ancora poco competitivo in termini di costi rispetto al trasporto tradizionale su strada, anche per via di vincoli infrastrutturali. Pesano sulla scelta una capacità ancora insufficiente di alcuni nodi intermodali (porti, terminali ferroviari, interporti) e la mancanza di collegamenti efficienti di penultimo e ultimo miglio con le aree industriali. La rete ferroviaria nazionale collega direttamente solo il 40% dei porti e meno di un terzo degli aeroporti è collegato all’infrastruttura ferroviaria o ad altro sistema trasportistico. A ciò si aggiunge, spesso, il mancato adeguamento dell’infrastruttura ferroviaria ai requisiti europei per il traffico merci e il perdurare di situazioni critiche quali la scarsità di tratte a doppio binario, la presenza di gallerie troppo anguste, non adatte al passaggio di mezzi dedicati (semirimorchi con altezza fino a 4 metri sui carri ferroviari) e di binari inadatti ad accogliere treni di 740 metri (standard europeo). Nel medio-lungo periodo, l’adeguamento agli standard europei potrebbe ridurre il costo unitario di trasporto ferroviario di circa il 25%, aumentando la competitività. L’elevata dipendenza dalla strada risulta accentuata dai lavori di potenziamento delle infrastrutture ferroviarie sulla spinta del Pnrr e dalle chiusure temporanee dei valichi alpini, cruciali per i flussi commerciali con l’Europa centrale. Questi fattori, osserva Cdp, hanno rallentato il processo di trasferimento modale – dalla strada alla ferrovia perché più flessibile di fronte a interruzioni e saturazioni – con ripercussioni in termini di congestione e impatto ambientale Un capitolo a parte merita l’ultimo miglio, cioè il percorso della merce da un hub logistico alla consegna finale. La crescita costante dell’e-commerce anche in Italia ha stimolato la diffusione della consegna on demand, con maggiore attenzione alle preferenze del consumatore. L’impatto della logistica di prossimità sul tessuto urbano si manifesta anche nell’aumento della congestione stradale: la quota di traffico cittadino costituita dai veicoli commerciali (furgoni) in Italia è stata stimata a circa il 15% del traffico totale. Un aumento così consistente di tali veicoli rende necessaria una ripianificazione delle aree urbane di carico e scarico.

CENTRALE CROCE ROSSA DA ABRUZZO A LAZIO, PIETRUCCI, “INDIFFERENZA MARSILIO, DECIDE ROCCA”

Fonte www.abruzzoweb.it AVEZZANO. – “L’Abruzzo perde il Centro Operativo Emergenze della Croce Rossa Italiana, che andrà a Borgorose nel Lazio, del presidente, ex capo della Croce Rossa, Francesco Rocca. Nell’indifferenza di Marsilio e della destra abruzzese”. A rivelarlo il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci. Il Centro operativo  è stato per anni ad Avezzano, nel centro smistamento merci marsicano, poi passato in mano privata,  la CRI ha avviato una Indagine di mercato per acquistare un complesso immobiliare con le idonee caratteristiche logistiche, strutturali e funzionali. A questa indagine hanno risposto due aziende: la Edimo che ha un impianto industriale (oltre che un campo volo) di primaria rilevanza nel Nucleo industriale di Poggio Picenze-San Demetrio vicino l’Aquila, e un’impresa di Borgorose in provincia di Rieti. A vincere quest’ultima. Incalza Pietrucci: “ora vi chiedo, sapendo che il Presidente della Regione Lazio è stato Presidente nazionale della Croce Rossa e sicuramente ha molto a cuore le prospettive della sua Regione, e conoscendo invece l’indifferenza di Marsilio per il destino dell’Abruzzo, secondo voi quale sito è stato scelto per localizzarvi il Centro Operativo Emergenze della Croce Rossa, Polo logistico per il centro Italia? Non c’è bisogno di dirlo, purtroppo. Si intuisce facilmente, ahimè”. Insomma, “se serviva l’ennesima dimostrazione dei danni che può fare il disinteresse della destra per il nostro territorio, ecco questo ne è l’ultimo triste esempio. ll Centro Operativo Emergenze della Croce Rossa ad Avezzano era un fiore all’occhiello. Solo fino a qualche mese fa così scriveva un giornale: ‘Terremoti, pandemia, crisi afgana, guerra in Ucraina. Da tredici anni l’Interporto di Avezzano è epicentro di umanità, ma lo è ancora di più adesso perché la struttura che fa capo alla Croce Rossa Italiana è diventata punto di riferimento nazionale e internazionale nell’emergenza umanitaria innescata dall’invasione russa. Ce ne sono due nella Penisola, l’altro si trova a Palmanova, in Friuli. Gli operatori CRI sono impegnati nello stoccaggio di centinaia di bancali di medicinali e prodotti elettromedicali messi a disposizione dalle Regioni e la Protezione civile nazionale garantirà la consegna del materiale in campi d’accoglienza ai confini con l’Ucraina o nelle strutture sanitarie del Paese invaso…’”. “Adesso tutto questo, e tutto il prezioso, straordinario lavoro svolto dalla CRI da Avezzano e dall’Abruzzo verso l’Italia e il mondo in anni e anni di impegno sanitario, umanitario e d’emergenza è solo un ricordo”.