Un autista rumeno ottiene risarcimento

Fonte TrasportoEuropa 26.06.23 Appare come una vertenza di lavoro minore nell’ambito dell’autotrasporto belga, ma secondo il sindacato Csc Transcom può aprire una valanga di cause analoghe. Il caso parte dal ricorso presentato al Tribunale di Hasselt di Stephan Popescu, un autista assunto nel 2010 dalla filiale rumena della società Essers ma poi impiegato per quasi cinque anni in Belgio. Secondo quanto spiega il sindacato, l’autista rumeno ha percepito una retribuzione rumena tra 1.500 e 2.000 euro al mese – inferiore a quella richiesta per il personale distaccato in Belgio – con ritmi di lavoro che hanno raggiunto sette giorni su sette, anche perché avrebbe svolto un secondo lavoro come “assistente tecnico e amministrativo” di giorno, in pratica gestire i colleghi a Genk, mentre guidava di notte. Dopo un certo periodo, l’autista ha chiesto alla direzione di regolarizzare la sua posizione con un contratto belga, ottenendo un rifiuto. Non solo: nel 2015 la società lo ha rimandato in Romania, dove il conducente ha avviato una prima causa, che ha vinto nel 2019. Il Tribunale rumeno ha infatti riconosciuto che il lavoratore aveva trascorso la maggior parte del lavoro in Belgio. Quindi il lavoratore ha avviato la causa di risarcimento in Belgio. Il 22 giugno 2023 il giudice del Lavoro belga ha riconosciuto le sue ragioni e ha imposto all’impresa di trasporto di risarcire l’autista. Csc Transcom ha commentato che questa è “una vittoria significativa, un nuovo passo decisivo contro il dumping sociale”, che “apre una strada alle migliaia di stranieri che operano sulle strade belghe, ma che hanno un contratto nel loro Paese d’origine e quindi un salario inferiore. Questa decisione potrebbe consentire loro di rivolgersi in futuro a un tribunale belga per rivendicare i loro legittimi stipendi”.

Le triangolazioni tengono vivo il commercio russo

Fonte TrasportoEuropa Dal 1° giugno 2023 la Polonia vieta l’ingresso sul proprio suolo a trattori, rimorchi e semirimorchi russi e bielorussi, mentre l’Unione Europea ha già emanato dieci pacchetti nel tentativo di bloccare o quantomeno rallentare l’economia russa. Nonostante tutto e al di là della propaganda delle fazioni in causa, Mosca sembra oggi in grado di reggere l’urto e, con l’aiuto di triangolazioni e di nuove rotte, ha creato una rete di intermediari che hanno permesso al mercato globale di adattarsi alle sanzioni ed eluderle. Già nell’aprile del 2022, poco dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina, L’UE aveva vietato l’ingresso sul proprio territorio ai trattori stradali con targa russa, ma il divieto era stato eluso semplicemente agganciando il rimorchio a un trattore comunitario e subappaltando il viaggio a vettori non soggetti a sanzioni. Poche settimane fa, dopo il nuovo blocco istituito dalla Polonia, il portale russo RG ha riportato alcune dichiarazioni provenienti dalla GruzAvtoTrans (l’associazione nazionale del trasporto merci su strada facente capo al Cremlino) secondo cui il divieto sarà aggirato senza troppe difficoltà e le merci continueranno a transitare regolarmente e con tempistiche competitive. I trasportatori russi, infatti, potranno ancora circolare in Lituania dove prevedono, grazie alle relazioni con imprese locali, di trasbordare le merci su mezzi non soggetti a blocchi. Il trasbordo potrà anche avvenire in territorio russo e bielorusso e, sempre secondo RG, questo porterà alla nascita e allo sviluppo di nuovi centri logistici, alla creazione di nuovi posti di lavoro ed avrà quindi benefici sull’economia di Mosca. Lo stesso meccanismo è utilizzato per eludere le sanzioni europee sui combustibili e, come riferito dall’agenzia Reuters e confermato da diverse testate di Mosca, le petroliere russe effettuano trasferimenti di greggio in alto mare da nave a nave, in particolar modo nel mar Baltico e nel mar Egeo, per poterlo poi immettere sul mercato attraverso partner commerciali esenti da vincoli. E mentre il primo ministro polacco, Mateuz Morawiecki, in una conferenza stampa risalente al marzo 2023 ha dichiarato che Polonia e Arabia Saudita hanno rafforzato i reciproci scambi commerciali, soprattutto per quanto concerne gas e gasolio, i dati a disposizione di Reuters dimostrano che lo stato arabo, nel 2022, ha raddoppiato la quantità di prodotti petroliferi acquistati dalla Russia, passando 320 a 647 mila tonnellate, ovvero 48 mila barili al giorno. Nel 2023 il trend è addirittura in ascesa e nel solo mese di febbraio, i porti di Ras Tanura e Jeddah hanno ricevuto 190 mila tonnellate di carburante russo. Per quanto riguarda invece i beni di lusso e l’elettronica, la Russia riesce ad eludere le sanzioni avvalendosi dell’aiuto di stati ponte come Turchia, Serbia, Kazakistan o Tajikistan, e molti altri. Tracciare tutte le nuove rotte è complesso, tuttavia il caso più eloquente riguarda Armenia e Georgia, che al termine del primo anno dallo scoppio del conflitto in Ucraina hanno registrato un aumento del Pil rispettivamente del 12,6% e 10,1% e, come dichiarato dagli istituti di ricerca dei due Stati, un dato significativo riguarda l’export di veicoli (automobili, aerei e navi) verso la Russia, quadruplicato nel giro di un anno. Il fenomeno non è passato inosservato dai vertici dell’UE e oggi i Paesi Bassi stanno chiedendo a gran voce una stretta alle triangolazioni. Il ministro degli esteri Wopke Hoekstra auspica l’istituzione di un organismo di vigilanza sull’applicazione delle misure restrittive, evase su larga scala e oggi impossibili da controllare. La proposta avanzata punta a migliorare la condivisione delle informazioni all’interno degli stati membri dell’UE, stilando una lista dei flussi commerciali a più alto rischio di elusione e inserendo l’obbligo per gli esportatori di dichiarare uso e destinazione finali dei prodotti esportati. bandar togel situs toto toto slot resmi situs slot toto link gacor toto togel situs toto toto togel

FERROVIA PESCARA-ROMA, MARSILIO: “PRIORITA’ ASSOLUTA, OBIETTIVO PRINCIPALE REGIONE”

Fonte AbruzzoWeb 13.06. L’AQUILA – “L’impegno della Regione è totale e incondizionato e per noi la Roma –Pescara resta una priorità assoluta. Sono sicuro che il governo nazionale e tutti i ministri coinvolti nella realizzazione di questo progetto onoreranno gli impegni e che il lavoro che stiamo facendo si trasformerà presto in cantieri, opere e lavori che, proprio come a Lodtz, cambieranno la vita del nostro territorio”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, al termine della visita dei cantieri del tunnel di Lodtz (Polonia), un’imponente infrastruttura che scorre sotto la città polacca e che permetterà il collegamento ferroviario nella direttrice nord- sud con le reti europee Ten-T. “Accolgo e rilancio l’appello delle associazioni e dei sindacati, invitandoli a fare squadra e sostenere l’azione del governo regionale, che ha fatto del completamento della velocizzazione della Roma-Pescara l’obiettivo principale del proprio mandato di governo”, ha aggiunto Marsilio. “Però non si possono giocare due parti in commedia- ha osservato – chi vuole il bene dell’Abruzzo e chi vuole fare la ferrovia Roma-Pescara deve sostenere questo progetto, rinunciando alla tentazione di alimentare polemiche pretestuose su piani alternativi irrealizzabili o che, malgrado i drammatici eventi che hanno colpito l’Emilia Romagna, non tengono nel dovuto conto il rischio idrogeologico”. “L’impegno della Regione è totale e incondizionato e per noi la Roma -Pescara resta una priorità assoluta – ha assicurato – Sono sicuro che il governo nazionale e tutti i ministri coinvolti nella realizzazione di questo progetto onoreranno gli impegni e che il lavoro che stiamo facendo si trasformerà presto in cantieri, opere e lavori che, proprio come a Lodtz, cambieranno la vita del nostro territorio”. “Per questo sono certo che le associazioni di categoria e i sindacati che hanno lanciato l’allarme sosterranno con forza questa posizione e mi aiuteranno a vincere questa battaglia. Per questo spero anche che tutte le forze politiche siano coerenti e unite a difesa dell’Abruzzo, per portare gli investimenti utili a collegare l’Abruzzo al resto dell’Italia e dell’Europa attraverso i corridoi europei, progetto che l’attuale governo nazionale ha intenzione di sviluppare in maniera ancora più importante rispetto a quello che avevamo già ottenuto in precedenza con i governi passati”, ha concluso. bandar togel situs toto toto slot resmi situs slot toto link gacor toto togel situs toto toto togel

Con la guerra aumenta il ruolo strategico della Romania e dei suoi hub

DP World e UE finanziano l’espansione del porto di Costanza e lo sviluppo di un terminal logistico in Transilvania. La società terminalista degli Emirati Arabi Uniti prosegue nella politica di investimenti sulle infrastrutture che gestisce in Europa 5 GIUGNO 2023 Fonte Ship2Shore  Con la guerra in Ucraina in corso, il porto rumeno di Costanza, affacciato sul Mar Nero, ha aumentato sensibilmente il volume dei traffici commerciali, rappresentando un’immediata alternativa agli hub come quello di Odessa e di altre città coinvolte nel conflitto. Anche per questioni strategiche, dunque, L’Unione europea ha stanziato oltre 31 milioni di euro per finanziare un investimento che renderà il porto di Costanza uno snodo multimodale chiave per le merci in entrata e in uscita dall’Europa. Contribuiscono all’iniziativa anche il governo rumeno (con 5,5 milioni di euro messi a disposizione dal ministero dei Trasporti di Bucarest) e, soprattutto, DB World (Dubai Ports World), operatore dello scalo sul Mar Nero dal 2003, che sovvenziona il piano di sviluppo con quasi 15 milioni di euro. Il progetto della società terminalista degli Emirati Arabi Uniti, che ha una concessione per la gestione del CTST (Constanta South Container Terminal) fino al 2049, prevede di sviluppare un nuovo terminal Ro-Ro a Costanza e un terminal logistico intermodale strada-rotaia ad Aiud, nel distretto di Alba, che si trova nella regione della Transilvania. Come risultato, si dovrebbe ottenere un aumento del flusso di merci di oltre un milione di tonnellate all’anno. Durante l’ultimo anno la società emiratina ha avviato progetti di sviluppo in 6 dei suoi 11 principali terminal nel Vecchio continente: Anversa (Belgio), Novi Sad (Serbia), Yarimca (Turchia) e Londra (Regno Unito); oltre ai sopra citati hub di Costanza e Aiud. Per quanto riguarda l’Antwerp Gateway, l’investimento di DP World ammonta a circa 200 milioni di euro, stanziati con l’obiettivo di aumentare la capacità del terminal e di ridurre le emissioni nocive. Equivalgono, invece, a 300 milioni di sterline i fondi messi a disposizione per realizzare il quarto ormeggio al London Gateway, situato nel distretto di Thurrock, dove prima sorgeva la raffineria della Shell, espansione concepita per poter accogliere le portacontainer di più grandi dimensioni. Una parte degli investimenti, inoltre, è destinata alla digitalizzazione di tutte queste infrastrutture, prevedendo l’implementazione di nuove tecnologie come le soluzioni IoT (Internet of Things) e i moderni sistemi operativi dei terminal. Innovazioni che aumenteranno ulteriormente la capacità automatizzando e snellendo le operazioni all’interno di ciascun porto. bandar togel situs toto toto slot resmi situs slot toto link gacor toto togel situs toto toto togel