Nasce “Binario Italia”: alleanza tra associazioni per rilanciare il trasporto merci su ferro

Lun 14 Aprile 2025 Fonte TELENORD  Cinque sigle uniscono le forze per chiedere regole stabili, investimenti e azioni concrete a sostegno della logistica ferroviaria nazionale. Agire subito per rilanciare il trasporto merci su ferro. È l’obiettivo di “Binario Italia”, la task force nata dalla collaborazione tra Agens, Assoferr, Assologistica, Fercargo e Fermerci. Un fronte comune che punta a rafforzare il dialogo con le istituzioni e presentare proposte condivise per lo sviluppo di un settore cruciale per la competitività economica del Paese. Obiettivo condiviso – Le cinque associazioni, che rappresentano oltre 400 imprese italiane, si sono incontrate nella sede del CNEL a Roma. “Il trasporto ferroviario è una leva strategica per il sistema produttivo nazionale ed europeo”, sottolineano i promotori dell’iniziativa. Risparmio concreto – Ogni chilometro percorso da un treno merci garantisce un risparmio medio di 15,30 euro rispetto al trasporto su gomma. Per il 2024, si stima un beneficio complessivo di oltre 780 milioni di euro in termini di costi esterni. Criticità attuali – Nonostante i vantaggi ambientali ed economici, il settore sconta un forte svantaggio competitivo: costi operativi elevati, infrastrutture insufficienti e bassi margini mettono a rischio la tenuta del sistema. Proposte in campo – La task force lavorerà a un documento congiunto da presentare al Governo, chiedendo regole stabili, misure urgenti per evitare il collasso e interventi strutturali di lungo periodo. “Vogliamo trasformare la fragilità del comparto in una piattaforma stabile per il futuro”, concludono le associazioni.  

Trump scatena la guerra mondiale dei dazi

  Fonte TrasportoEuropa 03.04.2025 La dichiarazione della guerra economica mondiale è giunta il 2 aprile 2025 alle 16.00 dell’ora di Washington (22.00 ora italiana) sotto forma di un cartello mostrato alle telecamere dal presidente Trump, che mostra le percentuali dei dazi che saranno applicati a praticamente tutto il mondo, seppure con percentuali diverse. I Paesi coinvolti sono una sessantina, tra cui quelli dell’Unione Europea, che subiranno tutti un dazio del 20%. Le tariffe varranno per quasi tutte le merci importate negli Stati Uniti e variano da una base del 10% (applicata a Gran Bretagna, Singapore, Brasile, Australia, Nuova Zelanda, Turchia, Colombia, Argentina, El Salvador, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita) a un massimo del 54%, percentuale applicata alla Cina. Secondo quanto si legge nell’ordine esecutivo, i dazi saranno applicati in due fasi. La prima si applica ai Paesi che hanno un dazio del 10% dalla mezzanotte del 5 aprile 2025 (ora della costa orientale degli Stati Uniti), sia alle merci immesse in consumo, sia a quelle ritirate da magazzini doganali per la vendita. Le merci già in transito prima dell’orario stabilito (ovvero già caricate su nave e in viaggio verso gli Stati Uniti nel loro ultimo mezzo di trasporto), pur se sdoganate dopo il 5 aprile, non saranno soggette al dazio. La seconda fase, che applica ai dazi supplementari stabiliti per ciascun Paese, entrerà in vigore alla mezzanotte del 9 aprile (ora della costa orientale degli Stati Uniti) e anche in questo caso la tariffa non si applica alle merci in transito prima di tale data. Sono esenti dal provvedimento i prodotti che riguardano la sicurezza nazionale; acciaio, alluminio, autoveicoli e componenti automotive (già soggetti a specifiche tariffe); rame, farmaceutici, semiconduttori, legname, minerali critici e prodotti energetici. Per ora resta in vigore il de minimis, ossia l’esenzione per le merci dal valore inferiore a 800 dollari.