Adattabilità e Flessibilità, oltre ad intuizione, sono gli ingredienti per affrontare un sistema sempre più dinamico e sfidante

In un mercato dove le coordinate cambiano di continuo e il contesto geopolitico globale assomiglia sempre più a una mappa in perenne aggiornamento, IVP sceglie di non restare ferma sotto-binario. L’azienda Abruzzese, guidata dal CEO Mosè Renzi, si muove con lucidità e visione: il segreto? Una squadra lean, un monitoraggio costante delle variabili e una struttura agile che punta alla concretezza e che sviluppa soluzioni di logistica integrata taylor made. Al centro di tutto c’è una capacità di analisi vivace e reattiva. Attraverso lo scouting costante di notizie, aggiornamenti normativi e segnali di mercato, ogni potenziale domanda di servizio viene tradotta in tempi rapidi in una soluzione strutturata. Questo approccio rappresenta un reale vantaggio competitivo. La parola d’ordine è adattabilità, perché i problemi operativi possono arrivare da ogni latitudine: investire in dotazioni materiali ed immateriali,  disegnare nuovi modelli di business, ma soprattutto ampliare la portata delle competenze significa restare un passo avanti, anche quando il contesto rallenta. La sfida di IVP è quella di favorire il ricorso dell’intermodalità nel trasporto e nella logistica per costruire una supply chain più rispettosa dell’ambiente e allo stesso tempo, reattiva e capace di affrontare nuove sfide. E, a quanto pare, lo sta già facendo. Renzi è chiaro: “Velocità e adattabilità non sono optional: sono il cuore del nostro modello operativo”.

L’Italia spinge sull’acceleratore della logistica

Fonte Ship2Shore 21.07.2025 L’Italia si conferma protagonista nel panorama europeo dei trasporti e della logistica. A certificarlo è il primo bollettino dell’Osservatorio Freight Insights, presentato nei giorni scorsi al Senato dal Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile (MOST) insieme alla Fondazione Centro Studi Economia della Logistica e delle Infrastrutture (CSELI). Un’iniziativa nata per colmare il gap informativo sul settore e offrire una lettura più precisa, basata su dati diretti da operatori e concessionari. I numeri tracciati dal rapporto raccontano di un comparto dinamico e in continua evoluzione. Il trasporto stradale italiano, ad esempio, risulta ampiamente sottostimato dalle statistiche ufficiali europee: secondo le rilevazioni di Freight Insights, il traffico merci su gomma si attesta tra 30,4 e 37,4 miliardi di veicoli/km, ovvero il doppio rispetto ai dati UE. Le autostrade italiane, con la loro capillarità, continuano a svolgere un ruolo strategico, sebbene persistano forti squilibri territoriali in termini di accessibilità multimodale – in regioni come Sicilia e Calabria, il tempo medio per raggiungere i terminal ferroviari supera le due ore. L’indagine, che ha coinvolto un campione rappresentativo di imprese di autotrasporto, mette in luce anche criticità operative: l’indice di riempimento dei camion si ferma all’80% in andata e scende al 60% per il ritorno. Un margine migliorabile che, secondo i promotori dell’Osservatorio, può fare la differenza in chiave di sostenibilità, senza attendere unicamente la diffusione dei veicoli elettrici. Nel comparto marittimo, l’Italia consolida il terzo posto in Europa per volume di traffico: quasi il 13% delle merci europee transita da un porto italiano. In crescita le modalità intermodali, con un +9,7% di traffico container e un +7,8% nel Ro-Ro, mentre cala la movimentazione delle rinfuse solide (-25,2%), a favore di carichi sempre più orientati ai prodotti finiti. Il dato aggregato, tuttavia, mostra un leggero arretramento del 3% rispetto al 2018. Vivace anche il trasporto aereo, con un traffico cargo che nel 2024 ha raggiunto 1,25 milioni di tonnellate (+14,9%). A sorpresa, emerge anche un’ampia fascia “sommersa” di traffici aviocamionati, ovvero merci che viaggiano via terra verso hub aeroportuali esteri, stimati tra 600.000 e 1.000.000 di tonnellate annue. Più complesso il quadro del trasporto ferroviario, dove lo studio evidenzia lacune conoscitive e metriche discutibili. A far crescere il dato sulle tonnellate/km non sarebbe tanto un incremento reale dei volumi, quanto l’allungamento delle percorrenze dovuto a cantieri infrastrutturali. Un segnale che impone una riflessione sull’adeguatezza degli indicatori correnti. Il potenziale del settore, secondo l’Osservatorio, resta in gran parte da liberare. Il 76% delle imprese sta già investendo o prevede di adottare sistemi di Intelligenza Artificiale per migliorare la gestione operativa. Ma l’efficienza passa anche da scelte politiche mirate: più incentivi, ammodernamento della rete stradale, strategia portuale integrata e migliore accessibilità dei nodi logistici. “Dati come quelli presentati oggi – ha affermato il senatore Etelwardo Sigismondi – sono fondamentali per trasformare la fotografia del settore in scelte concrete per la crescita del Paese”. Gli fa eco Gianmarco Montanari, direttore generale di MOST: “Un sistema competitivo, ma che può fare molto di più. Questo è il nostro obiettivo”. Infine, il presidente della Fondazione CSELI, Fabrizio Palenzona, ha richiamato la necessità di una strategia unitaria che colleghi in modo efficiente tutti gli anelli della catena logistica: “La filiera deve essere interconnessa per diventare davvero un volano della competitività italiana”.  

Il Cruscotto della logistica entra nella normativa italiana

Fonte TrasportoEuropa 16.07.2025 Le Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera stanno discutendo il cosiddetto Decreto Infrastruttura prima della sua approvazione in Aula, che probabilmente avverrà con un voto di fiducia. L’8 luglio 2025 i parlamentari hanno approvato un emendamento che istituisce presso il ministero del Lavoro il “Cruscotto informativo per la gestione dei contratti di appalto tra privati nella logistica”, identificato con l’acronimo Cigal. Lo hanno sviluppato e promosso diverse realtà associative, imprenditoriali e universitarie, tra cui spicca Assologistica ed è proprio il suo presidente, Umberto Ruggerone, che spiega a TrasportoEuropa in cosa consiste e quali vantaggi porta nella filiera logistica. “Negli ultimi anni, la logistica italiana è cresciuta molto, però le norme che la regolamentano non hanno seguito il passo”, esordisce Ruggerone. “Sono quindi sorti problemi e il modo migliore per risolverli è condividere le informazioni lungo la filiera. E le informazioni importanti sono già presenti nella Pubblica Amministrazione, come dati fiscali ed evidenziali, Durc e Durf. L’idea è stata quindi quella di prendere questi dati e metterli a disposizione delle imprese tramite una piattaforma telematica che le mostra sotto forma visuale, un cruscotto appunto, lo stato di salute delle aziende”. Per il presidente di Assologistica, questo è il modo più moderno per affrontare il mondo del lavoro e le sue criticità: “Basta con autocertificazioni e con le indagini. Lo Stato ha già delle informazioni e se le mette a disposizione del cittadino e e delle imprese, incrociandoli, vinciamo tutti. Vince lo Stato, vince la competitività e la concorrenza sana, altrimenti se ognuno tiene i suoi dati nascosti, soprattutto quando lo fa lo Stato, mette in difficoltà sé stesso e i cittadini che vogliono lavorare bene”. Ma in concreto, come funzionerà il cruscotto? “Consentirà a chi è interessato di avere informazioni sulle aziende con cui lavorare, tramite un sito web che presumibilmente sarà curato dal ministero del Lavoro. Per ogni impresa si considerano alcuni parametri e per ciascuno di essi potrà apparire un semaforo con luce verde, gialla o rossa, secondo la situazione. Voglio chiarire che non sarà una ‘lista nera’ o una ‘lista bianca’, perché un’impresa può lavorare anche se ha qualche semaforo rosso o giallo. L’importante è saperlo e ciò potrà servire alla stessa impresa per sapere se ci sono elementi da migliorare”. Le imprese coinvolte saranno quelle della supply chain a vario titolo, come quelle del trasporto e dello stoccaggio, compresi i loro eventuali sub-fornitori. Il Cruscotto rientra in un più ampio percorso sviluppato da Assologistica in materia normativa: “Siamo partiti dall’inserimento della logistica nel Codice Civile, per definire il concetto di appalto in questo comparto. Poi abbiamo fatto l’intervento della Reverse Charge, che elimina la possibilità di di avere problemi con l’Iva, che è passato con l’ultima Legge Finanziaria. Mancava il completamento dell’altra parte d’informazioni legate al tema appunto della regolarità fiscale, contributiva, previdenziale e quant’altro ed è il compito del Cruscotto”. Perché è importante l’inserimento di questo strumento in una Legge? “La norma innanzitutto prevede che i ministeri collaborino tra loro. In questo caso sono coinvolti quelli del Lavoro, delle Finanze, dell’Industria, dell’Interno e dei Trasporti. Solo una Legge può far dialogare ministeri e agenzie che storicamente poco comunicano tra loro. È importante anche che sia una Legge dello Stato e non è un’iniziativa volontaria, come quelle finora avviate da Comuni o Prefetture, che vogliono regolamentare la logistica sul loro territorio, senza però alcuna efficacia. Insomma, una Legge dello Stato che regolamenti un settore che fa il dieci percento del prodotto interno lordo”. L’inserimento nel Decreto Infrastrutture è solo il primo passo. Quando il parlamento lo approverà, l’emendamento prevede che entro sessanta giorni il ministero del Lavoro dovrà convocare gli altri ministeri per avviare la fase d’istruttoria della piattaforma telematica. “Ci vorranno quindi dei tempi tecnici per la sua attuazione, ma stiamo parlando sostanzialmente di usare informazioni che si possiedono già”. Ruggerone conclude ricordando che il Cruscotto è un’idea nata da Assologistica, ma che è stata accolta e sostenuta anche da altre realtà: Confindustria, Federdistribuzione, Centrali Cooperative (Confcooperative, Legacoop, Agci), Centromarca, Compagnia delle Opere, Fiap, Consorzio Conlegno, Consorzio Rilegno (Conai), Consorzio Italia del Gusto e Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano.  

Come calcolare i costi esterni nell’ambito del trasporto merci

Fonte www.portalegenio.it Il trasporto merci è fondamentale per l’economia globale, ma genera costi esterni significativi, come emissioni di gas serra, inquinamento atmosferico, congestione stradale e incidenti. Comprendere e calcolare questi costi è essenziale per sviluppare strategie di trasporto più sostenibili ed efficienti. In questo articolo, esploreremo i metodi per calcolare i costi esterni nel trasporto merci, l’importanza dell’intermodalità e come strumenti come Portale Genio possono supportare le aziende nel processo decisionale. Cosa Sono i Costi Esterni nel Trasporto Merci? I costi esterni, o esternalità, sono costi non direttamente sostenuti dai soggetti che effettuano il trasporto, ma che ricadono sulla società nel suo complesso. Questi includono:​ Emissioni di Gas Serra (GHG): Contributo al cambiamento climatico. Inquinamento Atmosferico: Effetti negativi sulla salute pubblica.​ Congestione Stradale: Aumento dei tempi di viaggio e perdita di produttività.​ Incidenti Stradali: Costi sanitari e materiali derivanti da sinistri.​ Inquinamento Acustico: Impatto sulla qualità della vita delle persone.​ Secondo uno studio dell’Unione Europea, il trasporto su strada è responsabile di costi esterni significativamente superiori rispetto ad altre modalità di trasporto, come il ferroviario o le vie navigabili interne.​ Metodologie per il Calcolo dei Costi Esterni Il calcolo dei costi esterni nel trasporto merci può avvenire attraverso diverse metodologie:​ Approccio Bottom-Up Questo metodo stima i costi basandosi su dati specifici relativi a singole attività di trasporto, considerando fattori come:​ Tipo di Veicolo: Consumo di carburante ed emissioni specifiche.​ Distanza Percorsa: Maggiore distanza implica potenzialmente maggiori costi esterni.​ Area Geografica: Zone urbane possono avere costi esterni più elevati a causa della congestione.​ Questo approccio richiede dati dettagliati e aggiornati, ma offre risultati precisi per specifiche operazioni di trasporto.​ Approccio Top-Down In questo caso, si utilizzano dati aggregati a livello nazionale o regionale per stimare i costi esterni medi per tonnellata-chilometro (tkm). Ad esempio, studi europei hanno stimato che i costi esterni medi sono :​ Trasporto su Strada: €0,042 per tkm.​ Trasporto Ferroviario: €0,013 per tkm.​ Vie Navigabili Interne: €0,019 per tkm.​ Questo metodo è utile per analisi macroeconomiche, ma può non riflettere le specificità di singole operazioni di trasporto.​ Utilizzo di Calcolatori di Costi Esterni Alcuni strumenti e calcolatori online permettono di stimare i costi esterni inserendo dati specifici dell’operazione di trasporto. Ad esempio, la Commissione Europea ha proposto l’uso di un calcolatore che identifica le operazioni di trasporto intermodale che risparmiano almeno il 40% dei costi esterni rispetto all’alternativa unimodale su strada. Importanza dell’Intermodalità nella Riduzione dei Costi Esterni L’intermodalità, ovvero l’utilizzo combinato di diverse modalità di trasporto (come strada, ferrovia e vie navigabili), è fondamentale per ridurre i costi esterni. Secondo il Parlamento Europeo, il trasporto intermodale contribuisce a diminuire le esternalità negative, garantendo al contempo la flessibilità necessaria per coprire ogni punto nell’UE grazie ai collegamenti su strada tra terminal e luogo di carico/scarico.​ Vantaggi dell’Intermodalità Riduzione delle Emissioni: Il trasporto ferroviario e per vie navigabili ha emissioni per tkm significativamente inferiori rispetto al trasporto su strada.​ Minore Congestione: Spostando parte del traffico dalla strada alla ferrovia o alle vie navigabili, si riduce la congestione sulle strade principali.​ Sicurezza: Il trasporto ferroviario presenta tassi di incidenti inferiori rispetto al trasporto su strada.​ Strumenti per il Calcolo e la Gestione dei Costi Esterni PortaleGenio nel promuovere una modalità sostenibile offre strumenti e informazioni: Mappe Intermodali: visualizzazione dettagliata dei collegamenti tra diverse modalità di trasporto (strada, ferrovia, vie marittime), sia per l’Italia che per l’Europa. Uno strumento utile per valutare a colpo d’occhio le alternative logistiche disponibili. Dati su Connessioni Ferroviarie e Linee Ro-Ro: aggiornamenti continui su oltre 1200 connessioni ferroviarie e circa 360 rotte Ro-Ro in Europa, per una pianificazione più consapevole e sostenibile. Directory B2B: accesso a oltre 700 aziende operanti nel sistema intermodale, con la possibilità di entrare in contatto diretto con fornitori, operatori logistici e terminal per ottimizzare la propria supply chain. WebApp interattiva: uno strumento gratuito per simulare rotte intermodali e scoprire soluzioni che riducono l’impatto ambientale e i costi esterni, mantenendo alti gli standard di efficienza operativa. Con l’utilizzo di Portale Genio, è possibile confrontare scenari alternativi e stimare i benefici economici e ambientali derivanti dalla scelta di un percorso intermodale rispetto al trasporto su gomma tradizionale. Best Practice per le Aziende Se operi nel settore del trasporto merci, ecco alcuni consigli pratici per iniziare a integrare il calcolo dei costi esterni nelle tue decisioni operative: Mappa i flussi logistici: analizza le tratte più ricorrenti e identifica le aree dove i costi esterni sono più elevati. Sfrutta i dati: utilizza strumenti come Portale Genio per confrontare alternative di trasporto e valutare scenari intermodali. Collabora con operatori intermodali: crea partnership con aziende ferroviarie o portuali per integrare nuove soluzioni di trasporto. Sensibilizza i clienti: sempre più aziende valorizzano la sostenibilità  nelle proprie catene di fornitura. Comunicare il tuo impegno nella riduzione dei costi esterni può diventare un vantaggio competitivo. Conclusioni I costi esterni rappresentano una componente sempre più importante nella valutazione della performance logistica. Ignorarli significa non solo trascurare l’impatto ambientale e sociale della propria attività, ma anche perdere opportunità economiche legate all’efficienza, all’accesso a incentivi pubblici e alla competitività sul mercato. In un contesto europeo sempre più orientato alla mobilità sostenibile, calcolare e ridurre i costi esterni del trasporto merci non è più una scelta facoltativa, ma una necessità strategica. Anche attraverso Portale Genio, oggi è possibile fare scelte più consapevoli, integrate e sostenibili, migliorando il modo in cui le merci viaggiano e contribuendo a una logistica più evoluta, responsabile e competitiva.