Dal 21 agosto 2024 in vigore il regolamento eFTI per il cargo merci

Fonte Trasporti-Italia 20.08.2024 Il Regolamento eFTI per il trasporto merci per il settore dei trasporti e delle spedizioni, entrerà in vigore il 21 agosto 2024. Il Regolamento eFTI mira a digitalizzare le informazioni relative al trasporto merci, riducendo i costi amministrativi e migliorando l’efficienza operativa. Gli autotrasportatori dovranno utilizzare piattaforme eFTI certificate per scambiare informazioni sul trasporto merci in formato elettronico con le autorità competenti. Tra i benefici vi sono una maggiore trasparenza e una riduzione degli errori burocratici. Il Regolamento eFTI per il trasporto merci non impone l’obbligo di utilizzare il formato elettronico per le informazioni regolamentari, ma se gli operatori economici decidono di farlo, devono rispettare alcuni requisiti.

Le ferrovie europee messe a dura prova tra cantieri e interruzioni

Fonte TrasportoEuropa 12.08. “Chiuso per lavori”. Alcune tra le maggiori ferrovie europee potrebbero ricorrere a questo cartello per segnalare lo stato della rete nel corso dei mesi estivi del 2024 (ma in alcuni casi fino in autunno inoltrato), con numerose linee interessate dai cantieri che comportano anche chiusure prolungate per l’esercizio ferroviario. Sarebbe fuori luogo parlare di un’unica regia, ma sta di fatto che questa scelta viene attuata quasi contemporaneamente da amministrazioni ferroviarie come quelle di Italia e Germania, ma in parte anche Austria e Svizzera. Queste decisioni stanno provocando notevoli disagi e contraccolpi per le imprese ferroviarie costrette a studiare itinerari alternativi e sopportare i costi aggiuntivi. Per esempio, la svizzera Bls Cargo ha organizzato deviazioni via Francia dovendo ricorrere anche alla trazione a gasolio, via Sciaffusa-Singen e via Brennero. Questo in seguito alla chiusura della ferrovia della valle del Reno tra Rastatt e Baden-Baden, così come la linea Iselle-Domodossola. Sono infatti i principali assi ferroviari nord-sud europei a essere coinvolti nelle chiusure forzate o comunque a fare i conti con la presenza lungo le linee di centinaia di cantieri. La situazione più seria riguarda la Germania, dove gli interventi in corso si sommano a una programmazione del servizio ferroviario che mostra limiti e lacune, così tanto evidenti da spingere Sbb Cargo International nel giugno 2024 a una ferma reazione in occasione di un ultimo episodio di gestione che gli svizzeri hanno definito “dilettantesca” da parte del gestore della rete ferroviaria tedesca. DB IngraGo infatti ha chiuso la ferrovia del Reno in modo opinabile, senza una preventiva comunicazione e senza offrire alternative. L’investimento più significativo in corso in Germania lungo il corridoio Reno-Alpi è la riqualificazione integrale della Francoforte-Mannheim che comporta una chiusura totale per cinque mesi. Ma anche l’intera direttrice tra Mannheim ed Erfurt è interessata da lavori di potenziamento e quadruplicamento. Gli operatori, messi a dura prova da questi disservizi, chiedono che venga riconosciuto un sistema di sussidi come compensazione dei maggiori costi, una richiesta che ha visto associarsi anche numerosi länder tedeschi, consapevoli della difficile sfida che il sistema ferroviario sta vivendo. Secondo l’associazione tedesca Die Güterbahnen che rappresenta un centinaio di aziende legate al trasporto merci su rotaia, le deviazioni dei percorsi e i conseguenti costi per il personale, per l’energia di trazione e per la maggiore usura dei mezzi probabilmente non faranno altro che aggravare la situazione. E l’Italia? Anche sulla rete di Rfi sono state stabilite numerose chiusure per lavori, alcune delle quali si prospettano per mesi se non per anni, come sulla Codogno-Cremona-Mantova. Si stima che i cantieri aperti lungo le linee ferroviarie siano quattromila considerando tutti gli interventi in corso anche quelli dovuti alla manutenzione ordinaria. A premere sul pedale dell’acceleratore è indubbiamente il Pnrr che, oltre a rendere disponibili numerosi fondi aggiuntivi, stabilisce delle scadenze che vanno rispettate, da qui la necessità di avviare più opere contemporaneamente. Il gruppo Fs in dieci anni conta di investire 124 miliardi di euro, nove dei quali nel corso del 2024 e di questi 3,5 miliardi sono destinati alla manutenzione, l’attività che più impatta sulla regolare circolazione dei treni. I cantieri e le interruzioni riguardano anche l’Austria che ha in corso un ambizioso programma di investimenti per potenziare la rete, con raddoppi e nuove tecnologie. Solo a titolo di esempio si può citare la fondamentale direttrice dei Tauri che nei prossimi anni verrà ampiamente modernizzata. Il fulcro dei lavori riguarda il tunnel ferroviario principale lungo 8,3 chilometri: da novembre 2024 a luglio 2025 sarà completamente chiuso e così tutto il traffico merci interessato da questo asse internazionale verrà deviato su larga scala.

Fermerci e Fercargo mandano missiva urgente al MIT non certo di ‘amorosi sensi’

Carta e Pessano scrivono al ministro dei trasporti Salvini: “siamo sui binari sbagliati, il settore rischia di deragliare”. Capacità ridotta al 50% sino al 2026, stimato danno da 90 miliardi di euro nel 2024 Fonte Ship2Shore 8 agosto 2024 alle ore 16:36 “Le condizioni insostenibili in cui gli operatori del settore ferroviario merci sono costretti a lavorare, senza alcun riscontro o supporto richiesto da mesi, rendono la situazione non più sostenibile. Questo crea profondi disagi al sistema industriale italiano e alle economie locali. Chiediamo con forza un intervento urgente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato da Matteo Salvini, per evitare una crisi disastrosa dalle conseguenze imprevedibili”. È quanto dichiarano i presidenti di Fermerci, Clemente Carta, e di FerCargo, Mauro Pessano, in una lettera congiunta indirizzata al Ministro Salvini. “Le continue interruzioni delle linee ferroviarie, causate dai lavori del PNRR fino al 2026 stanno determinando una riduzione della capacità di trasporto superiore al 50% nel 2024, con punte dell’80% durante i mesi estivi. A ciò si aggiungono le chiusure dei valichi alpini, tra cui il Frejus e il San Gottardo, che hanno gravi ripercussioni sull’intero sistema logistico italiano. Questi problemi, insieme a eventi naturali come le alluvioni in Emilia Romagna e Toscana e la crisi del Mar Rosso, stanno provocando un crollo del traffico merci ferroviario, con una perdita del 3,2% nel 2023 rispetto all’anno precedente e una previsione di ulteriore calo del 6,7% nel 2024. Il danno economico stimato per il 2024 è di 90 milioni di euro, con prospettive simili per i successivi due anni” affermano i due leader delle associazioni su categoria degli operatori ferroviari. “Tale contesto non solo impedisce lo sviluppo del settore e il riequilibrio modale, ma rischia di compromettere l’integrità e il futuro delle imprese e dei circa 15.000 lavoratori impiegati. Ribadiamo la nostra disponibilità, in qualsiasi momento, a confrontarci con tutti gli interlocutori istituzionali per individuare e attuare immediatamente le soluzioni necessarie a superare questa crisi” concludono Pessano e Carta.

Cooperazione Puglia-Abruzzo tra Yilport Taranto e Interporto d’Abruzzo: firmato un Memorandum d’Intesa per lo sviluppo di un cluster terra-mare.

Lo scorso 06 agosto è stato firmato a Manoppello, presso l’headquarter del terminal operator Interporto Val Pescara srl, il Memorandum d’intesa in materia di cooperazione tra le infrastrutture terminalistiche di Manoppello PE e Taranto TA. Un accordo che fissa obiettivi e orientamenti strategici per lo sviluppo di un nuovo collegamento ferroviario dedicato all’intermodalità marittima. Con un piano di azione che impegna le rispettive strutture tecniche e commerciali, l’accordo mira a realizzare uno studio di fattibilità, stimolare ed animare gli stakeholder impegnati nello sviluppo socio-economico dei rispettivi territori regionali ed analizzare i flussi internazionali, anche con il coinvolgimento delle compagnie marittime, con lo scopo di favorire la vicendevole crescita dei volumi di traffico, rafforzare la resilienza nel trasporto e nella logistica industriale ed aumentare la quota di shift modale in favore della ferrovia. La cooperazione tra le due infrastrutture logistiche, spiegano i CEO firmatari Mosè Renzi e Alessandro Becci, impianti caratterizzati da un approccio universale di mercato è strategica ed è pienamente aderente alle politiche in materia di trasporto delle merci adottate dal governo centrale. Politiche rafforzate in ambito territoriale con le determinazioni dei rispettivi enti regionali per integrare le risorse del ferrobonus per i nuovi servizi di trasporto ferroviario con origine e destinazione negli scali regionali.