Divieti di circolazione mezzi pesanti

Arriva l’estate, stagione calda della mobilità per le persone e le merci. In questo periodo, la viabilità è più congestionata e la sicurezza stradale diventa ancor più una priorità. Per questo motivo, vengono introdotti divieti di circolazione per i mezzi pesanti, al fine di garantire, almeno durante i weekend, un flusso di traffico più fluido e potenzialmente più sicuro. Non pubblicizziamo i divieti, facilmente recuperabili per chiunque volesse googlare, ma approfittiamo per ricordare che l’Articolo 6 del decreto ministeriale prevede delle agevolazioni per il trasporto intermodale riferito ai veicoli diretti negli interporti di rilevanza nazionale. Tra questi vi è l’Interporto d’Abruzzo (Pescara).

Robusta ripresa dei treni fra Cina ed Europa

Fonte TrasportoEuropa 14.07. Nonostante le tensioni geopolitiche, il rallentamento dell’economia e il crollo dei noli marittimi, il trasporto delle merci su rotaia dalla Cina all’Europa segna nel primo semestre del 2023 un aumento del trenta percento, raggiungendo i 936mila teu. Ciò grazie anche all’incremento del numero di convogli del sedici percento, con 8.641 treni. Questi sono i dati diffusi dalla compagnia cinese China State Railway Group, che precisa che l’aumento è avvenuto soprattutto sulla rotta tra Xi An e la città tedesca di Duisburg, dove sono state raddoppiate le frequenze a due treni la settimana. Il traffico è aumentato anche grazie al maggiore bilanciamento dei carichi ottenuto in direzione ovest-est. Quasi la metà dei convogli è passata dal terminal ferroviario di Khorgos, posto al confine tra la regione autonoma cinese dello Xinjiang Uygur e il Kazakistan, dove l’impianto opera dal 2016 e che oggi è attraversato da settantasette collegamenti. China State Railway Group segnala anche che finora tra Cina ed Europea sono avvenuti oltre 73mila viaggi su rotaia, che hanno trasportato 6,9 milioni di teu verso 216 città di 25 Paesi europei.

Pescara, Urso: «E’ tornata l’Italia del fare. Zes Abruzzo lo testimonia»

“È tornata l’Italia del fare. Direi che l’ottimo bilancio delle attività, in appena un anno, della Zes Abruzzo, testimoni questo. L’Abruzzo è certamente un modello a livello nazionale ed europeo”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ospite d’onore a Pescara della tavola rotonda sul tema “Opere pubbliche, semplificazione e sviluppo impresa”, organizzata dalla Zes Abruzzo per fare il punto su quanto realizzato nel giro di un anno. Il ministro si è anche soffermato sull’attività dello Sportello Unico d’Impresa: “Uno dei primi provvedimenti che abbiamo voluto mettere in campo, una volta che si è insediato questo Governo. È un provvedimento soprattutto rivolto agli investitori stranieri e devo dire che fino ad oggi sono già una decina gli imprenditori coinvolti e che stanno lavorando al fianco dei nostri tutor”. Intanto, anche sul fronte del Pnrr, le notizie diffuse in mattinata dal ministro Fitto sembrano essere confortanti: “Abbiamo raggiunta una piena intesa con la Commissione – commenta Urso – a dimostrazione che avevamo ragione, era possibile modificare in corsa e lo abbiamo dimostrato, stiamo rispettando i tempi.” “Tutte le opere del Pnrr affidate al commissario di governo sono state realizzate nella parte di gare e addirittura alcuni cantieri sono stati aperti” ha aggiunto il commissario di governo della Zes Abruzzo, Mauro Miccio, che per l’occasione ha illustrato con soddisfazione quanto realizzato in un anno di lavoro della sua struttura. “Abbiamo parecchie aziende interessate a partecipare con investimenti privati, considerati dalla Legge Istitutiva delle Zes, d’interesse pubblico, quindi indifferibili e urgenti, quindi chiunque voglia ampliare la propria azienda o realizzare una nuova azienda ha questa possibilità. Abbiamo avuto 35 momenti di confronto dove abbiamo incontrato centinaia di aziende, di cui 160 hanno fatto investimenti e stanno dando occupazione a oltre 400 persone”. A proposito della presenza di Mercitalia di Fs, questa mattina, Miccio ha aggiunto: “Ci siamo sempre considerati come parti dello Stato e la presenza di Merceitalia è il segno di una stretta collaborazione sul fronte della Logistica, aspetto fondamentale per lo sviluppo su gran parte del territorio regionale”.

CFI – Compagnia Ferroviaria Italiana, annuncia l’acquisizione della maggioranza del capitale di Lotras srl.

CS CFI 11.07.23 CFI, controllata F2i Sgr (il principale gestore di fondi infrastrutturali in Italia) attraverso il fondo F2i-Ania, è un’azienda leader nel settore del trasporto ferroviario ed intermodale in Italia. Nel 2022 le società del Gruppo CFI hanno registrato complessivamente un fatturato superiore a 100 milioni di euro. Grazie ad una flotta composta da 40 locomotori e oltre 1.400 carri e dall’impiego di circa 250 persone, nel 2022 CFI ha percorso poco meno di 5 milioni di treni/km sulla rete ferroviaria nazionale, trasportando merci per oltre 8,3 milioni di tonnellate. Lotras opera nel medesimo comparto ed è leader nazionale nel trasporto strada-ferro di liquidi alimentari, in particolare vini, mosti e derivati dalla lavorazione delle uve, grazie alla gestione della più importante flotta di carri-cisterna del Paese. Opera anche nel trasferimento di container e trailer su ferrovia, ed è il primo operatore nazionale ad aver imbarcato su treno, lungo la dorsale adriatica, semirimorchi non gruabili destinati in origine al solo trasporto stradale. Nel 2022 la Società ha gestito oltre 3 milioni di ettolitri e circa 850.000 tonnellate di merce, registrando un fatturato di circa 26 milioni di euro. CFI acquisirà il 90% del capitale di Lotras. Il restante 10% sarà detenuto dalla famiglia De Girolamo, storica titolare della società. Armando De Girolamo, che manterrà la carica di amministratore delegato, ed il figlio Nazario, proseguiranno la loro attività in azienda, garantendo così la piena continuità, nel solco di un percorso di successo. Il closing dell’operazione è previsto entro il prossimo terzo trimestre. L’acquisizione di Lotras consentirà a CFI di rafforzare la propria attività lungo l’asse adriatico, acquisendo tra l’altro la gestione di ulteriori infrastrutture terminalistiche strategiche per lo sviluppo di traffici intermodali (quale il Terminal ASI-Incoronata di Foggia) che si aggiungeranno ai terminal di Fiorenzuola d’Arda e Piedimonte San Germano già in gestione. L’operazione consentirà inoltre la realizzazione di sinergie con altre aree logistiche già presenti nel portafoglio di F2i Sgr, quali i terminali portuali e aeroportuali. “Con questa operazione”, spiega Giacomo Di Patrizi, amministratore delegato di CFI, “la nostra società consolida il ruolo di primo operatore ferroviario indipendente in Italia e rafforza la propria capacità di proporre al mercato le migliori soluzioni logistiche ed intermodali, favorendo così lo sviluppo del traffico merci via ferro, tanto auspicato anche a livello europeo al fine di combattere la crisi climatica. L’ingresso di un’azienda storica, importante e con un management esperto e capace come Lotras nella nostra organizzazione consentirà di sviluppare ulteriormente il nostro network, in particolare i collegamenti tra il Sud Italia, il resto del Paese e l’Europa. Questa acquisizione”, prosegue Di Patrizi, “è coerente con la filosofia di investimento di F2i, volta a favorire la crescita delle imprese in portafoglio anche per linee esterne, con l’obiettivo di favorire la creazione di campioni nazionali”. “La naturale evoluzione della piena condivisione di una strategia di sviluppo del settore ferroviario con CFI ed F2i, ci hanno portato come, Lotras”, spiega l’amministratore unico di Lotras, Armando de Girolamo, “a confluire in un “Gruppo” in cui le esperienze e le nostre storiche attività si vanno ad aggiungere ad un’offerta al mercato sempre più ampia, utile a soddisfare ogni necessità; le esigenze della Clientela impongono una risposta completa ed eccellente, con una alta qualità ed una vasta gamma di servizi erogati. Questa operazione industriale contribuirà a realizzare una grande Impresa nazionale ed europea per sviluppare un nuovo, grande, progetto logistico legato al ferroviario, di cui sia orgogliosi di entrare a far parte”.

Logistica Ferrovie, allarme cantieri sul trasporto merci. Attivi 4mila cantieri sulla IFN.

Fonte IlSole24Ore 07.07. Gli operatori chiedono un fondo per compensare le perdite economiche Esplode il caso dei treni merci, messi in crisi dal proliferare di cantieri lungo i binari. Il potenziamento della rete ferroviaria nazionale, finanziato anche con i fondi del Pnrr, se in futuro consentirà di migliorare le prestazioni, nell’immediato ne limita fortemente l’uso, rischiando di causare danni permanenti al settore cargo. Nel2026, termine di fine lavori delPnrr, potrebbero esserci meno operatori attivi sul mercato, vanificando lo sforzo degli investimenti e con il rischio abbandono della ferrovia da parte della clientela. A tutto vantaggio dell’autotrasporto. L’allarme è risuonato direttamente in Parlamento, durante una serie di audizioni in commissione Trasporti del Senato. Lo hanno lanciato, pochi giorni fa, Assoferr (associazione operatori ferroviari e intermodali) e Fermerci (compagnie pubbliche e private del trasporto ferroviario merci) a nome di tutta la logistica ferroviaria italiana. Assoferr e Fermerei, assieme a Fercargo, avevano già scritto una lettera al riguardo al ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. Il problema, secondo le compagnie dei treni merci, è rappresentato dai 4 mila cantieri aperti negli ultimi mesi da Rfi (Rete ferroviaria italiana, società capofila del polo infrastrutture del Gruppo Fs) per adeguare agli standard europei le linee ferroviarie italiane. Rfi, ammettono gli operatori, sta gestendo al meglio la fase di pianificazione. Tuttavia, i lavori stanno causando forti disagi a un settore già fortemente penalizzato dalla pandemia, dal costo energetico e dalla guerra in Ucraina. «Serviva forse un maggiore coordinamento con gli operatori per evitare precarietà e disagi» dice il presidente di Assoferr, Armando de Girolamo. Per questa ragione, le associazioni chiedono al governo di creare con urgenza un fondo complementare a sostegno delle imprese ferroviarie del trasporto merci colpite dagli effetti dei cantieri Pnrr. Fermerci, in particolare, fornisce al Sole 24 Ore alcune cifre. Il Pnrr assegna al Mit ( ministero Infrastrutture e Trasporti) 61,5 miliardi di spesa, di cui 24,7 destinati agli interventi sulla rete ferroviaria, incrementati fino a 36,6 miliardi dai fondi stanziati tramite il piano complementare al Pnrr. Per le imprese del cargo ferroviario, il tutto si traduce in 3 mila giorni di indisponibilità di linea solo per l’anno 2023, mentre per l’anno 2024 ne sono stimati, al momento, altri 2.900. Il dato è la somma del numero dei giorni di interruzione di programmati sulle singole tratte o nei singoli nodi ferroviari, con il relativo impatto sulla capacità per il settore merci. Qualche esempio: nel nodo di Genova, nel corso dell’anno, sono già stati programmati da Rfi 250 giorni di interruzione di linea; tratta Genova Ovada: 30 giorni; RivaltaTortona:365 giorni; AlessandriaPiacenza:75 giorni; Lecco-Tirano: 90 giorni;Vercelli Pavia: 90 giorni; TrentoBassano:60 giorni; Treviso-Montebelluna: 90 giorni; BolognaFirenze:90 giorni; Roma-Cassino:38giorni; Battipaglia-Reggio Calabria:120 giorni. Gli operatori chiedono ristori Commenta Giuseppe Rizzi, direttore di Fermerei (tra gli associati ci sono Mercitalia, Hupac, Medway, Gts Rail, gruppo Autobrennero): «Le restrizioni della capacità della rete impattano sui servizi svolti dalle imprese ferroviarie e si traducono in cancellazioni e deviazioni di treno: le prime comportano un mancato fatturato mentre dalle deviazioni scaturiscono extra costi. Inoltre, le interruzioni più lunghe riguardano soprattutto le tratte ferroviarie del Nord, proprio dove si registra il maggior flusso di treni merci in Italia ». Nella nuova delibera dell’Autorità di regolazione dei trasporti(Art), che regola il pedaggio di accesso all’infrastruttura ferroviaria, sono presenti delle misure che, in parte, possono mitigare gli impatti negativi delle interruzioni causate dai lavori. Però, secondo le imprese, è una misura ancora insufficiente e per questo chiedono al governo un fondo ristori. Chiude de Girolamo: «Si rischia il collasso alla fine del 2026. Già ora assistiamo a continui ritardi e blocchi in particolare sulla Tirrenica e dal 2024 la situazione sarà ancor più negativa e certamente coinvolgerà anche l’Adriatica. Dobbiamo evitare che la clientela abbandoni il servizio ferroviario. Come possiamo parlare di quote europee di shift modale -afferma de Girolamo -quando è grande la possibilità di perdere l’attuale quota delle merci trasportate via ferrovia. Dopo la resilienza dimostrata in questi ultimi anni, abbiamo necessità di avere tutele importanti da parte dei nostri interlocutori politici, questo non come mera richiesta di contributo a favore delle imprese, ma per consentire il mantenimento del sistema per l’auspicato ulteriore trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia, obiettivo sia del governo italiano sia dell’Europa».

RFI lancia due gare per la linea Roma – Pescara Valore complessivo 478 milioni di euro per Interporto d’Abruzzo – Manoppello e Manoppello – Scafa

Comunicato stampa RFI 23.06. Rete Ferroviaria Italiana, società capofila del Polo Infrastrutture del Gruppo FS, ha pubblicato in Gazzetta ufficiale dell’Unione europea le gare per la progettazione esecutiva e la realizzazione degli interventi di raddoppio delle tratte Interporto d’Abruzzo – Manoppello e Manoppello – Scafa, tasselli della linea Pescara – Roma. Le gare hanno rispettivamente un valore di circa 143 e 335 milioni di euro. I lavori per la tratta Interporto d’Abruzzo – Manoppello consistono nel raddoppio della linea che si estende per circa 5 km in stretto affiancamento con il binario attuale. In progetto sono previsti diversi interventi riferiti alle viabilità sia per ripristinare le strade interferite dalla sede ferroviaria sia per garantire i collegamenti a seguito della soppressione dei due passaggi a livello. Sarà inoltre prevista una nuova SSE (sottostazione elettrica) per far fronte al potenziamento della linea. Il progetto prevede infine la sistemazione della Stazione di Manoppello con interventi di miglioramento dell’accessibilità, anche con l’abbattimento delle barriere architettoniche. Gli interventi per la tratta da Manoppello a Scafa riguardano il raddoppio ferroviario della linea per una lunghezza di circa 8 km in parte in stretto affiancamento al binario esistente e in parte in variante di tracciato con viadotto per il superamento del fiume Pescara ed un ponte di scavalco di luce pari a circa 120 m per superare l’autostrada A25. Nel tratto interessato saranno soppressi due passaggi a livello e realizzate le relative viabilità sostitutive nonché sistemate quelle interferenti con la nuova opera ferroviaria. Il progetto prevede anche l’adeguamento della Stazione di Alanno Scafa ai fini del miglioramento dell’accessibilità e dell’intermodalità anche con l’abbattimento delle barriere architettoniche. Per il completamento dell’opera è stato nominato come Commissario Straordinario di Governo Vincenzo Macello, Vice Direttore Generale di RFI. Gli interventi si inseriscono nel più ampio piano di RFI per il potenziamento della Linea Roma – Pescara, il cui raddoppio è stato suddiviso in lotti funzionali.