L’India prepara l’alternativa alla Via della Seta

TrasportoEuropa 11.09.23 Il conflitto tra India e Cina è sorto per questioni di confine nella regione dell’Himalaya, ma si è esteso anche in ambito economico, diventando d’attualità con la decisione degli Stati Uniti (e di conseguenza dell’Unione Europea) di spostare progressivamente la produzione industriale dalla Cina ad altri Paesi asiatici. In tale contesto è in primo piano il sub-continente indiano e il Paese che lo domina, ossia l’India. Durante il G20 di Nuova Delhi è stato compiuto un importante passo in avanti in tal senso, con la firma del memorandum d’intesa per sviluppare l’India-Middle East-Europe Economic Corridor, che si vuole porre in competizione con la Belt and Road cinese (ed è già stata soprannominata Via del Cotone). Il documento è stato firmato dall’Unione Europea e, in forma individuale, da India, Stati Uniti, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Francia, Germania e Italia e prevede la realizzazione di due corridoi ferroviari e marittimi: il primo, definito orientale, collegherà l’India col Medio Oriente passando nell’Asia occidentale e il secondo, definito settentrionale, collegherà l’Asia occidentale all’Europa attraverso il Medio Oriente. I firmatari hanno stabilito di preparare un piano d’azione entro due mesi.  

Logistica, l’ufficio federale trasporti svizzeri aumenta le indennità per il traffico combinato non accompagnato

Fonte Telenord 28.08. Le condizioni per il trasporto di merci su rotaia attraverso le Alpi, quest’anno già difficili in particolare a causa dei numerosi cantieri in Germania, si sono ulteriormente complicate dopo l’incidente nella galleria di base del San Gottardo. L’Ufficio federale dei trasporti svizzero (UFT) ha perciò deciso di aumentare le indennità. Il traffico combinato non accompagnato (TCNA) transalpino era già in difficoltà, avendo fatto registrare nel primo semestre 2023 il 5,5 per cento di invii in meno dell’anno scorso. Oltre agli sviluppi congiunturali, a pesare sono stati la bassa stabilità dell’esercizio in Germania nonché gli scioperi in questo Paese e in Francia. La chiusura totale della galleria di base del San Gottardo dopo il recente incidente e le ridotte capacità dopo la sua parziale riapertura hanno aggravato la situazione. Il calo del traffico fa sì che nel 2023 nel credito della Confederazione destinato alle indennità per il traffico combinato transalpino si rendano disponibili fondi, già che il loro versamento avviene sulla base delle prestazioni effettive. L’UFT ha perciò deciso di aumentare, nel secondo semestre 2023, l’indennità di 200 franchi per ogni convoglio TCNA. È inoltre sospesa, per l’intero 2023 e su tutte le relazioni, la regola secondo cui il sussidio è ridotto del tre per cento in caso di notevoli scostamenti per difetto dai volumi pianificati. Secondo la legge sul trasferimento del traffico merci le indennità devono essere ridotte di anno in anno al fine di ottenere progressivamente l’autonomia finanziaria dei trasporti. Nel 2024 per la promozione del traffico combinato transalpino saranno disponibili ancora 78,2 milioni di franchi, circa 6,2 milioni in meno rispetto all’anno in corso. La riduzione delle indennità riguarda sia la strada viaggiante sia il TCNA. Nel 2024, tuttavia, la disponibilità della rete non migliorerà rispetto al 2023 e il TCNA si vedrà nuovamente confrontato a un anno oltremodo difficile a causa dei cantieri in Italia, Svizzera e Germania. Si è così deciso di contenere quanto più possibile l’abbassamento dell’indennità per ogni invio, riducendola di un solo franco rispetto all’anno corrente.

Cronotachigrafo smart di seconda generazione

Fonte TrasportoEuropa 21.08. Il 21 agosto 2023 entra in vigore un importante obbligo previsto per l’autotrasporto internazionale dal Primo Pacchetto Mobilità: l’installazione su tutti i veicoli industriali immatricolati da tale data nell’Unione Europea del cronotachigrafo “intelligente” (o smart) di seconda generazione, che fornisce nuove funzioni che dovrebbero contrastare meglio la manipolazione dell’apparecchio e la violazione delle regole sul cabotaggio stradale. Una delle principali innovazioni è la possibilità di controllare in remoto – ossia mentre il camion è in viaggio – diciannove parametri del cronotachigrafo. In questo modo l’operatore di Polizia può verificare tramite un tablet o un personal computer il regolare funzionamento dell’apparecchio. Ciò serve per selezionare gli automezzi che potrebbero avere manomissioni al cronotachigrafo o violazioni ai tempi di guida e di riposo. Un’altra importante innovazione è la registrazione automatica del passaggio di frontiera, operazione che ora deve essere svolta manualmente dall’autista nel primo punto dopo la frontiera dove può fermarsi in sicurezza (col rischio di contestazioni e sanzioni). Questa funzione serve per controllare la regolarità di eventuali trasporti di cabotaggio e viene svolta ricevendo i dati dal sistema satellitare europeo Galileo. Il cronotachigrafo smart di seconda generazione fornirà ai gestori delle flotte le informazioni sugli ultimi 56 giorni di guida, ossia il doppio della generazione precedente. Altre novità riguardano i meccanismi contro le manomissioni, la possibilità di aggiornare il software e l’interfaccia di dialogo Bluetooth con i sistemi digitali Its (prima facoltativa). Le associazioni dei costruttori di veicoli industriali e dell’autotrasporto di alcuni Paesi europei, tra cui l’Italia, hanno chiesto nelle settimane precedenti un rinvio del termine del 21 agosto, perché non ci sarebbero abbastanza cronotachigrafi nuovi per i camion da immatricolare, ma la Commissione Europea non ha ritenuto necessario farlo. Si stima che in Italia potranno mancare settemila apparecchi, causando un ritardo nelle immatricolazioni. Rispondendo a una richiesta del ministero dei Trasporti, la Direzione DG-Move della Commissione ha raccomandato agli Stati un “regime temporaneo di tolleranza” nei controlli. Ma ciò dipenderà da singoli Stati e non si sa neppure quanto potrà durare questa eventuale “tolleranza”. La prossima importante scadenza per il cronotachigrafo digitale sarà il 21 agosto del 2025, quando l’adozione del cronotachigrafo smart di seconda generazione diventerà obbligatoria su tutti i veicoli industriali con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate che svolgono autotrasporto internazionale, anche quelli immatricolati prima del 21 agosto 2023. Il suggerimento è provvedere con anticipo a questa sostituzione, per evitare ritardi nell’installazione, con la conseguente necessità di non poter usare i camion oltrefrontiera.

Divieti di circolazione mezzi pesanti

Arriva l’estate, stagione calda della mobilità per le persone e le merci. In questo periodo, la viabilità è più congestionata e la sicurezza stradale diventa ancor più una priorità. Per questo motivo, vengono introdotti divieti di circolazione per i mezzi pesanti, al fine di garantire, almeno durante i weekend, un flusso di traffico più fluido e potenzialmente più sicuro. Non pubblicizziamo i divieti, facilmente recuperabili per chiunque volesse googlare, ma approfittiamo per ricordare che l’Articolo 6 del decreto ministeriale prevede delle agevolazioni per il trasporto intermodale riferito ai veicoli diretti negli interporti di rilevanza nazionale. Tra questi vi è l’Interporto d’Abruzzo (Pescara).

Robusta ripresa dei treni fra Cina ed Europa

Fonte TrasportoEuropa 14.07. Nonostante le tensioni geopolitiche, il rallentamento dell’economia e il crollo dei noli marittimi, il trasporto delle merci su rotaia dalla Cina all’Europa segna nel primo semestre del 2023 un aumento del trenta percento, raggiungendo i 936mila teu. Ciò grazie anche all’incremento del numero di convogli del sedici percento, con 8.641 treni. Questi sono i dati diffusi dalla compagnia cinese China State Railway Group, che precisa che l’aumento è avvenuto soprattutto sulla rotta tra Xi An e la città tedesca di Duisburg, dove sono state raddoppiate le frequenze a due treni la settimana. Il traffico è aumentato anche grazie al maggiore bilanciamento dei carichi ottenuto in direzione ovest-est. Quasi la metà dei convogli è passata dal terminal ferroviario di Khorgos, posto al confine tra la regione autonoma cinese dello Xinjiang Uygur e il Kazakistan, dove l’impianto opera dal 2016 e che oggi è attraversato da settantasette collegamenti. China State Railway Group segnala anche che finora tra Cina ed Europea sono avvenuti oltre 73mila viaggi su rotaia, che hanno trasportato 6,9 milioni di teu verso 216 città di 25 Paesi europei.

Logistica Ferrovie, allarme cantieri sul trasporto merci. Attivi 4mila cantieri sulla IFN.

Fonte IlSole24Ore 07.07. Gli operatori chiedono un fondo per compensare le perdite economiche Esplode il caso dei treni merci, messi in crisi dal proliferare di cantieri lungo i binari. Il potenziamento della rete ferroviaria nazionale, finanziato anche con i fondi del Pnrr, se in futuro consentirà di migliorare le prestazioni, nell’immediato ne limita fortemente l’uso, rischiando di causare danni permanenti al settore cargo. Nel2026, termine di fine lavori delPnrr, potrebbero esserci meno operatori attivi sul mercato, vanificando lo sforzo degli investimenti e con il rischio abbandono della ferrovia da parte della clientela. A tutto vantaggio dell’autotrasporto. L’allarme è risuonato direttamente in Parlamento, durante una serie di audizioni in commissione Trasporti del Senato. Lo hanno lanciato, pochi giorni fa, Assoferr (associazione operatori ferroviari e intermodali) e Fermerci (compagnie pubbliche e private del trasporto ferroviario merci) a nome di tutta la logistica ferroviaria italiana. Assoferr e Fermerei, assieme a Fercargo, avevano già scritto una lettera al riguardo al ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. Il problema, secondo le compagnie dei treni merci, è rappresentato dai 4 mila cantieri aperti negli ultimi mesi da Rfi (Rete ferroviaria italiana, società capofila del polo infrastrutture del Gruppo Fs) per adeguare agli standard europei le linee ferroviarie italiane. Rfi, ammettono gli operatori, sta gestendo al meglio la fase di pianificazione. Tuttavia, i lavori stanno causando forti disagi a un settore già fortemente penalizzato dalla pandemia, dal costo energetico e dalla guerra in Ucraina. «Serviva forse un maggiore coordinamento con gli operatori per evitare precarietà e disagi» dice il presidente di Assoferr, Armando de Girolamo. Per questa ragione, le associazioni chiedono al governo di creare con urgenza un fondo complementare a sostegno delle imprese ferroviarie del trasporto merci colpite dagli effetti dei cantieri Pnrr. Fermerci, in particolare, fornisce al Sole 24 Ore alcune cifre. Il Pnrr assegna al Mit ( ministero Infrastrutture e Trasporti) 61,5 miliardi di spesa, di cui 24,7 destinati agli interventi sulla rete ferroviaria, incrementati fino a 36,6 miliardi dai fondi stanziati tramite il piano complementare al Pnrr. Per le imprese del cargo ferroviario, il tutto si traduce in 3 mila giorni di indisponibilità di linea solo per l’anno 2023, mentre per l’anno 2024 ne sono stimati, al momento, altri 2.900. Il dato è la somma del numero dei giorni di interruzione di programmati sulle singole tratte o nei singoli nodi ferroviari, con il relativo impatto sulla capacità per il settore merci. Qualche esempio: nel nodo di Genova, nel corso dell’anno, sono già stati programmati da Rfi 250 giorni di interruzione di linea; tratta Genova Ovada: 30 giorni; RivaltaTortona:365 giorni; AlessandriaPiacenza:75 giorni; Lecco-Tirano: 90 giorni;Vercelli Pavia: 90 giorni; TrentoBassano:60 giorni; Treviso-Montebelluna: 90 giorni; BolognaFirenze:90 giorni; Roma-Cassino:38giorni; Battipaglia-Reggio Calabria:120 giorni. Gli operatori chiedono ristori Commenta Giuseppe Rizzi, direttore di Fermerei (tra gli associati ci sono Mercitalia, Hupac, Medway, Gts Rail, gruppo Autobrennero): «Le restrizioni della capacità della rete impattano sui servizi svolti dalle imprese ferroviarie e si traducono in cancellazioni e deviazioni di treno: le prime comportano un mancato fatturato mentre dalle deviazioni scaturiscono extra costi. Inoltre, le interruzioni più lunghe riguardano soprattutto le tratte ferroviarie del Nord, proprio dove si registra il maggior flusso di treni merci in Italia ». Nella nuova delibera dell’Autorità di regolazione dei trasporti(Art), che regola il pedaggio di accesso all’infrastruttura ferroviaria, sono presenti delle misure che, in parte, possono mitigare gli impatti negativi delle interruzioni causate dai lavori. Però, secondo le imprese, è una misura ancora insufficiente e per questo chiedono al governo un fondo ristori. Chiude de Girolamo: «Si rischia il collasso alla fine del 2026. Già ora assistiamo a continui ritardi e blocchi in particolare sulla Tirrenica e dal 2024 la situazione sarà ancor più negativa e certamente coinvolgerà anche l’Adriatica. Dobbiamo evitare che la clientela abbandoni il servizio ferroviario. Come possiamo parlare di quote europee di shift modale -afferma de Girolamo -quando è grande la possibilità di perdere l’attuale quota delle merci trasportate via ferrovia. Dopo la resilienza dimostrata in questi ultimi anni, abbiamo necessità di avere tutele importanti da parte dei nostri interlocutori politici, questo non come mera richiesta di contributo a favore delle imprese, ma per consentire il mantenimento del sistema per l’auspicato ulteriore trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia, obiettivo sia del governo italiano sia dell’Europa».

Le triangolazioni tengono vivo il commercio russo

Fonte TrasportoEuropa Dal 1° giugno 2023 la Polonia vieta l’ingresso sul proprio suolo a trattori, rimorchi e semirimorchi russi e bielorussi, mentre l’Unione Europea ha già emanato dieci pacchetti nel tentativo di bloccare o quantomeno rallentare l’economia russa. Nonostante tutto e al di là della propaganda delle fazioni in causa, Mosca sembra oggi in grado di reggere l’urto e, con l’aiuto di triangolazioni e di nuove rotte, ha creato una rete di intermediari che hanno permesso al mercato globale di adattarsi alle sanzioni ed eluderle. Già nell’aprile del 2022, poco dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina, L’UE aveva vietato l’ingresso sul proprio territorio ai trattori stradali con targa russa, ma il divieto era stato eluso semplicemente agganciando il rimorchio a un trattore comunitario e subappaltando il viaggio a vettori non soggetti a sanzioni. Poche settimane fa, dopo il nuovo blocco istituito dalla Polonia, il portale russo RG ha riportato alcune dichiarazioni provenienti dalla GruzAvtoTrans (l’associazione nazionale del trasporto merci su strada facente capo al Cremlino) secondo cui il divieto sarà aggirato senza troppe difficoltà e le merci continueranno a transitare regolarmente e con tempistiche competitive. I trasportatori russi, infatti, potranno ancora circolare in Lituania dove prevedono, grazie alle relazioni con imprese locali, di trasbordare le merci su mezzi non soggetti a blocchi. Il trasbordo potrà anche avvenire in territorio russo e bielorusso e, sempre secondo RG, questo porterà alla nascita e allo sviluppo di nuovi centri logistici, alla creazione di nuovi posti di lavoro ed avrà quindi benefici sull’economia di Mosca. Lo stesso meccanismo è utilizzato per eludere le sanzioni europee sui combustibili e, come riferito dall’agenzia Reuters e confermato da diverse testate di Mosca, le petroliere russe effettuano trasferimenti di greggio in alto mare da nave a nave, in particolar modo nel mar Baltico e nel mar Egeo, per poterlo poi immettere sul mercato attraverso partner commerciali esenti da vincoli. E mentre il primo ministro polacco, Mateuz Morawiecki, in una conferenza stampa risalente al marzo 2023 ha dichiarato che Polonia e Arabia Saudita hanno rafforzato i reciproci scambi commerciali, soprattutto per quanto concerne gas e gasolio, i dati a disposizione di Reuters dimostrano che lo stato arabo, nel 2022, ha raddoppiato la quantità di prodotti petroliferi acquistati dalla Russia, passando 320 a 647 mila tonnellate, ovvero 48 mila barili al giorno. Nel 2023 il trend è addirittura in ascesa e nel solo mese di febbraio, i porti di Ras Tanura e Jeddah hanno ricevuto 190 mila tonnellate di carburante russo. Per quanto riguarda invece i beni di lusso e l’elettronica, la Russia riesce ad eludere le sanzioni avvalendosi dell’aiuto di stati ponte come Turchia, Serbia, Kazakistan o Tajikistan, e molti altri. Tracciare tutte le nuove rotte è complesso, tuttavia il caso più eloquente riguarda Armenia e Georgia, che al termine del primo anno dallo scoppio del conflitto in Ucraina hanno registrato un aumento del Pil rispettivamente del 12,6% e 10,1% e, come dichiarato dagli istituti di ricerca dei due Stati, un dato significativo riguarda l’export di veicoli (automobili, aerei e navi) verso la Russia, quadruplicato nel giro di un anno. Il fenomeno non è passato inosservato dai vertici dell’UE e oggi i Paesi Bassi stanno chiedendo a gran voce una stretta alle triangolazioni. Il ministro degli esteri Wopke Hoekstra auspica l’istituzione di un organismo di vigilanza sull’applicazione delle misure restrittive, evase su larga scala e oggi impossibili da controllare. La proposta avanzata punta a migliorare la condivisione delle informazioni all’interno degli stati membri dell’UE, stilando una lista dei flussi commerciali a più alto rischio di elusione e inserendo l’obbligo per gli esportatori di dichiarare uso e destinazione finali dei prodotti esportati. bandar togel situs toto toto slot resmi situs slot toto link gacor toto togel situs toto toto togel

FERROVIA PESCARA-ROMA, MARSILIO: “PRIORITA’ ASSOLUTA, OBIETTIVO PRINCIPALE REGIONE”

Fonte AbruzzoWeb 13.06. L’AQUILA – “L’impegno della Regione è totale e incondizionato e per noi la Roma –Pescara resta una priorità assoluta. Sono sicuro che il governo nazionale e tutti i ministri coinvolti nella realizzazione di questo progetto onoreranno gli impegni e che il lavoro che stiamo facendo si trasformerà presto in cantieri, opere e lavori che, proprio come a Lodtz, cambieranno la vita del nostro territorio”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, al termine della visita dei cantieri del tunnel di Lodtz (Polonia), un’imponente infrastruttura che scorre sotto la città polacca e che permetterà il collegamento ferroviario nella direttrice nord- sud con le reti europee Ten-T. “Accolgo e rilancio l’appello delle associazioni e dei sindacati, invitandoli a fare squadra e sostenere l’azione del governo regionale, che ha fatto del completamento della velocizzazione della Roma-Pescara l’obiettivo principale del proprio mandato di governo”, ha aggiunto Marsilio. “Però non si possono giocare due parti in commedia- ha osservato – chi vuole il bene dell’Abruzzo e chi vuole fare la ferrovia Roma-Pescara deve sostenere questo progetto, rinunciando alla tentazione di alimentare polemiche pretestuose su piani alternativi irrealizzabili o che, malgrado i drammatici eventi che hanno colpito l’Emilia Romagna, non tengono nel dovuto conto il rischio idrogeologico”. “L’impegno della Regione è totale e incondizionato e per noi la Roma -Pescara resta una priorità assoluta – ha assicurato – Sono sicuro che il governo nazionale e tutti i ministri coinvolti nella realizzazione di questo progetto onoreranno gli impegni e che il lavoro che stiamo facendo si trasformerà presto in cantieri, opere e lavori che, proprio come a Lodtz, cambieranno la vita del nostro territorio”. “Per questo sono certo che le associazioni di categoria e i sindacati che hanno lanciato l’allarme sosterranno con forza questa posizione e mi aiuteranno a vincere questa battaglia. Per questo spero anche che tutte le forze politiche siano coerenti e unite a difesa dell’Abruzzo, per portare gli investimenti utili a collegare l’Abruzzo al resto dell’Italia e dell’Europa attraverso i corridoi europei, progetto che l’attuale governo nazionale ha intenzione di sviluppare in maniera ancora più importante rispetto a quello che avevamo già ottenuto in precedenza con i governi passati”, ha concluso. bandar togel situs toto toto slot resmi situs slot toto link gacor toto togel situs toto toto togel

Con la guerra aumenta il ruolo strategico della Romania e dei suoi hub

DP World e UE finanziano l’espansione del porto di Costanza e lo sviluppo di un terminal logistico in Transilvania. La società terminalista degli Emirati Arabi Uniti prosegue nella politica di investimenti sulle infrastrutture che gestisce in Europa 5 GIUGNO 2023 Fonte Ship2Shore  Con la guerra in Ucraina in corso, il porto rumeno di Costanza, affacciato sul Mar Nero, ha aumentato sensibilmente il volume dei traffici commerciali, rappresentando un’immediata alternativa agli hub come quello di Odessa e di altre città coinvolte nel conflitto. Anche per questioni strategiche, dunque, L’Unione europea ha stanziato oltre 31 milioni di euro per finanziare un investimento che renderà il porto di Costanza uno snodo multimodale chiave per le merci in entrata e in uscita dall’Europa. Contribuiscono all’iniziativa anche il governo rumeno (con 5,5 milioni di euro messi a disposizione dal ministero dei Trasporti di Bucarest) e, soprattutto, DB World (Dubai Ports World), operatore dello scalo sul Mar Nero dal 2003, che sovvenziona il piano di sviluppo con quasi 15 milioni di euro. Il progetto della società terminalista degli Emirati Arabi Uniti, che ha una concessione per la gestione del CTST (Constanta South Container Terminal) fino al 2049, prevede di sviluppare un nuovo terminal Ro-Ro a Costanza e un terminal logistico intermodale strada-rotaia ad Aiud, nel distretto di Alba, che si trova nella regione della Transilvania. Come risultato, si dovrebbe ottenere un aumento del flusso di merci di oltre un milione di tonnellate all’anno. Durante l’ultimo anno la società emiratina ha avviato progetti di sviluppo in 6 dei suoi 11 principali terminal nel Vecchio continente: Anversa (Belgio), Novi Sad (Serbia), Yarimca (Turchia) e Londra (Regno Unito); oltre ai sopra citati hub di Costanza e Aiud. Per quanto riguarda l’Antwerp Gateway, l’investimento di DP World ammonta a circa 200 milioni di euro, stanziati con l’obiettivo di aumentare la capacità del terminal e di ridurre le emissioni nocive. Equivalgono, invece, a 300 milioni di sterline i fondi messi a disposizione per realizzare il quarto ormeggio al London Gateway, situato nel distretto di Thurrock, dove prima sorgeva la raffineria della Shell, espansione concepita per poter accogliere le portacontainer di più grandi dimensioni. Una parte degli investimenti, inoltre, è destinata alla digitalizzazione di tutte queste infrastrutture, prevedendo l’implementazione di nuove tecnologie come le soluzioni IoT (Internet of Things) e i moderni sistemi operativi dei terminal. Innovazioni che aumenteranno ulteriormente la capacità automatizzando e snellendo le operazioni all’interno di ciascun porto. bandar togel situs toto toto slot resmi situs slot toto link gacor toto togel situs toto toto togel

Rfi ha presentato Easyrailfreight: la nuova vetrina del trasporto ferroviario merci

Rete Ferroviaria Italiana, il gestore della rete ferrata controllato dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, in occasione di un webinar organizzato dall’associazione Fise Uniport e dedicato al Pnrr, ha presentato quello che a tutti gli effetti sembra essere una sorta di marketplace dei treni merci italiani. “Siamo impegnati in un piano straordinario di investimenti grazie […] Fonte SHIPPINGITALY   Rete Ferroviaria Italiana, il gestore della rete ferrata controllato dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, in occasione di un webinar organizzato dall’associazione Fise Uniport e dedicato al Pnrr, ha presentato quello che a tutti gli effetti sembra essere una sorta di marketplace dei treni merci italiani. “Siamo impegnati in un piano straordinario di investimenti grazie al Pnrr, ma non solo. Stiamo lavorando per collegare la rete in modo più significativo con i porti. Abbiamo avviato il progetto Easyrailfreight che si propone di favorire la promozione e lo sviluppo dei servizi di logistica ferroviaria, in coerenza con gli obiettivi dell’Ue connessi alla decarbonizzazione dei trasporti” ha spiegato Christian Colaneri, direttore commerciale di Rfi. “Tale scopo – ha aggiunto – verrà perseguito tramite la realizzazione di un sistema informativo per gli attori della logistica per favorire l’incontro tra domanda e offerta, agevolare l’acquisizione dei servizi integrativi e consentire una vista completa dei servizi sul mercato”. Infine Colaneri, a proposito dell’imepgno di Rfi, ha ricordato che sono stati “avviato interventi di efficientamento dei raccordi ferroviari per 30 milioni di euro a valere sul Fondo Complementare al Pnrr. Nonostante la crisi pandemica il segmento merci si avvicina a recuperare il gap creato dalla crisi finanziaria del 2008”. Più nel dettaglio, secondo i contenuti riportati nella presentazione di Rfi, il progetto Easyraifreight in una fase successiva prevde lo sviluppo di una funzione per consentire il tracciamento delle spedizioni. “Il sistema opera sull’orario dei treni merci programmati; una query spaziale consente di collegare la relazione di traffico, che l’utente inserisce a sistema, con le soluzioni via ferro esistenti” spiegano da Rfi. “La base dati dei treni programmati verrà integrata con le informazioni fornite dalle imprese ferroviarie, dagli Mto, dai terminalisti e dagli autotrasportatori. In tal modo l’utente potrà visualizzare il tipo di servizio e le attività necessarie al suo completamento, disponendo così di una vista completa sul trasporto, sia terminal to terminal che door to door”. Il servizio Easyrailfreight consentirà di “verificare la fattibilità di un pacchetto di trasporto a partire dalle tracce invendute disponibili. L’obiettivo è semplificare il processo di costruzione di un’offerta integrata, aggregando i vari segmenti di servizio tramite l’acquisizione delle informazioni necessarie con un unico strumento informativo”.   situs togel toto togel bandar togel monperatoto monperatoto situs toto situs gacor situs togel toto togel situs toto kampungbet