Tagliato oltre un miliardo e mezzo per ferrovie in Abruzzo e Toscana

Fonte TrasportoEuropa 13.10.23 Le reti ferroviarie dell’Abruzzo e della Toscana pagano il prezzo dei tagli ai fondi del Pnrr, per un importo totale di oltre un miliardo e mezzo di euro, a causa dei ritardi nel varo delle gare di appalto. Il taglio più consistente riguarda l’Abruzzo ed è iniziato a giugno con 568 milioni sottratti alla tratta Interporto d’Abruzzo-Chieti-Pescara e altri 277 milioni alle tratte Sulmona-Pratola Peligna e Tagliacozzo-Avezzano. Il 27 luglio sono spariti i 620 destinati al raddoppio delle tratte Tagliacozzo-Avezzano, Sulmona-Pratola Peligna, Scafa-Manoppello e Manoppello-Interporto d’Abruzzo. In totale, quindi, è stato tagliato un miliardo e 465 milioni, su un investimento complessivo per queste opere di 6,3 miliardi. In Toscana non ci saranno più nella Legge di Bilancio 299 i 299 milioni di euro previsti per il collegamento ferroviario tra il l’interporto livornese di Guasticce alla linea ferroviaria Pisa-Vada via Collesalvetti e per cosiddetto bypass di Pisa, ossia la bretella per il collegamento diretto tra queste due linee ferroviarie.

AUTOMOTIVE, PAGLIUCA: “SEGUIRE STRADA INNOVAZIONE TECNOLOGICA PER FUTURO DEL TERRITORIO”

FONTE: ABRUZZOWEB 26 Settembre 2023 17:10 ATESSA – Il Pil della regione Abruzzo vede il settore industriale pesare per il 20,4%, di cui il 18,9% è riconducibile all’automotive; per la regione Molise l’industria incide per il 14,6% di cui l’11% legato all’auto. A cavallo tra Abruzzo e Molise c’è un territorio, la Val di Sangro, dove il settore dell’automotive occupa circa 22.000 addetti e complessivamente nelle due regioni operano circa 30.000 addetti. Il presidente di Confindustria Abruzzo, Silvano Pagliuca, è intervenuto oggi sul tema nel corso adel convegno di carattere interregionale dal titolo “Il futuro dell’automotive” promosso da FIOM Abruzzo Molise e CGIL Abruzzo Molise presso il Centro Agorà a Piazzano di Atessa (Chieti). “È necessario che le Pmi competenti e innovative del nostro territorio – che ruotano intorno alla filiera dell’automotive – colgano la direzione delle forze macroeconomiche e geostrategiche che stanno plasmando il mondo – ha sottolineato Pagliuca – Immaginate per un attimo di trovarvi all’indomani dell’esordio del motore a scoppio, immaginate che qui fuori abbiamo cavalli e calessi… Pensate che coloro che sostenevano e sviluppavano l’auto a benzina rispetto a carrozze e cavalli persero tempo nel convincere cavalieri e opinionisti? Oppure pensate che qualcuno si sia preoccupato che non vi erano ancora i distributori di benzina. Sappiamo come è andata a finire. Certo oggi le rivoluzioni, a differenza di un tempo dove erano gentili, sono dirompenti per portata e velocità”. Ha proseguito Pagliuca: “Accettiamo quindi le sfide e le tante opportunità: le aziende, i governi e le organizzazioni non governative più efficaci hanno adeguato la loro strategia in questa direzione. Quando questo non accade le aziende si trovano in difficoltà. Pensiamo a Kodak e Blockbuster. Due colossi. Ma la scelta miope di Kodak è stata rallentare l’innovazione. Kodak nel 1996 aveva 95 mila dipendenti e nel 2012 dichiara bancarotta. Nello stesso anno Instagram con 13 dipendenti viene comprata per un miliardo di dollari Mark Zuckerberg posizionandosi come il più grande social network per la condivisione delle foto digitali. La beffa sapete quale fu? Kodak aveva i brevetti per le fotografie digitali! Il caso Blockbuster? Aveva 50 milioni di clienti in giro per il mondo prima dell’arrivo di Netflix e nel 2013 chiude tutti i suoi punti vendita e dichiara fallimento. Netflix oggi ha 180 milioni di abbonati e 30 miliardi di fatturato, 9.000 dipendenti”. Tornando al settore automotive, Pagliuca ha evidenziato: “Tesla sta avendo lo stesso impatto sull’industria automobilistica di quello che ebbe Apple su quella telefonica e che portò Nokia al tracollo. Oggi il modello Tesla Model Y è, infatti, il più venduto al mondo rispetto a qualunque altra macchina a benzina o diesel”. “Anche Carlos Tavares, ceo Stellantis, ha confermato che la strategia di elettrificazione procede a pieno ritmo ed entro il 2030 si prevede una gamma con più di 75 modelli di veicoli elettrici a batteria (BEV – Battery Electric Vehicles) e 5 milioni di unità BEV vendute annualmente a livello globale. Il loro obiettivo è che entro la fine del decennio i modelli BEV rappresentino il 100% delle vendite di autovetture in Europa e il 50% delle vendite di autovetture e veicoli commerciali leggeri negli Stati Uniti. A partire dal 2026, tutti i nuovi prodotti lanciati in Europa saranno esclusivamente BEV”. “Le aziende automobilistiche che non saranno in grado di gestire la transizione in tempo rischiano di fare la fine di Nokia. Abbiamo di fronte a noi un nuovo modello di business, basato sulla tecnologia. Credo che questa sia la strada da perseguire anche nel nostro Abruzzo, all’insegna dell’innovazione e della ricerca applicate in azienda. Una strada su cui camminare insieme, imprese e lavoratori”, ha concluso Pagliuca.

Trasporti e logistica, il ministero delle Infrastrutture potenzia la struttura

Fonte Informazioni Marittime 17.09. Trasformazione in atto al ministero dei Trasporti. A ottobre, come riferisce il il viceministro Edoardo Rixi, verranno attivate due direzioni dedicate ai porti, «una per tutta la parte trasporti e una per porti e logistica. Ci dobbiamo dotare di strumenti che siano operativi in tempi rapidi», afferma Rixi. Come spiega il viceministro, queste due nuove direzioni serviranno a migliorare la gestione dei porti da parte del governo, migliorando soprattutto il coordinamento trasportistico nazionale, che ultimamente sta affrontando grossi disagi sul fronte alpino occidentale e nel Meridione è storicamente carente di infrastrutture. «Fortuna vuole – ha detto Rixi – che Trieste si trovi nella parte orientale dell’arco alpino, quella che in questo momento ha meno disagi dal punto di vista infrastrutturale; i problemi più grossi li abbiamo sull’arco tirrenico e su buona parte dei porti del centro e sud Italia». «C’è una necessità – spiega Rixi – di poter avere delle leve a livello nazionale per coordinare alcuni tipi di attività lasciando ai singoli scali un legame autonomo molto forte di condivisione della programmazione con regioni e comunità locali, perché noi abbiamo porti inseriti in contesti particolarmente complessi. È evidente però che dobbiamo pensare a una situazione logistica nazionale complessa, che riesca a mettere in servizio le buone pratiche, che non si fermino in una singola autorità portuale ma riescano a contaminare il territorio nazionale».

Rinnovato dopo 10 anni il Contratto Logistica Trasporto merci

Fonte Ship2Shore 12.09. Questa estate si è finalmente conclusa una vicenda lunga 10 anni. Il 12 luglio, infatti, dopo il difficile lavoro di aggiornamento svolto da apposita commissione bilaterale, Confartigianato Trasporti, le altre sigle datoriali insieme a FILT CIGL, FIT CISL e UIL Trasporti hanno firmato la stesura del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Logistica, Trasporto merci e Spedizione. Il CCNL unico di filiera, individuato come contratto leader per il settore, interessa oltre 100 mila aziende e 500 mila lavoratori e prevede una specifica sezione artigiana. È stato rinnovato dalle parti il 18 maggio 2021 e scadrà il 31 marzo 2024. “In questi anni, nonostante le criticità strutturali, aggravate anche dalla crisi pandemica, pur partendo da posizioni differenti, con grande senso di responsabilità la nostra organizzazione, i sindacati e le altre parti datoriali hanno dimostrato il valore aggiunto di una sana contrattazione collettiva”, ha affermato il presidente di Confartigianato Trasporti, Amedeo Genedani. “Le rappresentanze di settore sono state capaci di saper guardare agli interessi dei lavoratori e delle imprese, garantendo a ogni rinnovo contrattuale adeguati strumenti a tutela dei diritti retributivi e della valorizzazione della professionalità e competitività del tessuto imprenditoriale, costituito a stragrande maggioranza da artigiani e piccole e medie imprese”, ha sostenuto ancora Genedani, in conclusione. Nel tempo le parti sono riuscite a “ripulire e aggiornare” il testo del contratto, azione che ha richiesto, come detto, dieci anni. In pratica, ha spiegato Confartigianato Trasporti “si è provveduto a fare una collazione dei testi degli accordi di rinnovo che si sono succeduti in questi anni in un unico testo”.

L’India prepara l’alternativa alla Via della Seta

TrasportoEuropa 11.09.23 Il conflitto tra India e Cina è sorto per questioni di confine nella regione dell’Himalaya, ma si è esteso anche in ambito economico, diventando d’attualità con la decisione degli Stati Uniti (e di conseguenza dell’Unione Europea) di spostare progressivamente la produzione industriale dalla Cina ad altri Paesi asiatici. In tale contesto è in primo piano il sub-continente indiano e il Paese che lo domina, ossia l’India. Durante il G20 di Nuova Delhi è stato compiuto un importante passo in avanti in tal senso, con la firma del memorandum d’intesa per sviluppare l’India-Middle East-Europe Economic Corridor, che si vuole porre in competizione con la Belt and Road cinese (ed è già stata soprannominata Via del Cotone). Il documento è stato firmato dall’Unione Europea e, in forma individuale, da India, Stati Uniti, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Francia, Germania e Italia e prevede la realizzazione di due corridoi ferroviari e marittimi: il primo, definito orientale, collegherà l’India col Medio Oriente passando nell’Asia occidentale e il secondo, definito settentrionale, collegherà l’Asia occidentale all’Europa attraverso il Medio Oriente. I firmatari hanno stabilito di preparare un piano d’azione entro due mesi.  

Prosegue la ristrutturazione della logistica Amazon

TrasportoEuropa 25 Agosto 2023  Durante l’estate 2023 sono giunte due notizie che riguardano altrettante piattaforme logistiche di Amazon in Italia. E non sono questa volta positive, perché riguardano una la chiusura di un impianto operativo e l’altra la cessione di uno che non ha neppure aperto. Il primo caso è a Orbassano, alle porte di Torino, dove il colosso dell’e-commerce ha chiuso il 31 luglio l’impianto che occupava 137 lavoratori della cooperativa Afs Service (87 a tempo indeterminato e 50 in somministrazione). A Orbassano avvenivano attività di smistamento e cross docking e in questo caso potrebbe essere una ristrutturazione, perché a un chilometro di distanza Amazon sta costruendo una piattaforma che dovrebbe impiegare 500 persone. Il secondo caso è in Veneto, dove il magazzino Amazon venderà il magazzino di Treviso San Giuseppe, nell’area ex Scardellato, già pronto ma mai entrato in funzione. L’impianto avrebbe dovuto svolgere la distribuzione in ambito locale. Nei mesi precedenti, la ristrutturazione di Amazon ha sacrificato anche gli impianti di Villamarzana, in provincia di Rovigo, e di Cuneo. Resta ancora incerta la sorte della terza piattaforma bergamasca, a Chiuduno. È evidente che Amazon sta ristrutturando la rete logistica, e non solo in Italia perché fenomeni analoghi sono apparsi in Europea e negli Stati Uniti. Sembra che il colosso del commercio elettronico stia riducendo gli impianti più piccoli a favore di quelli di maggiori dimensioni. C’è chi vede in questo processo un ridimensionamento, come Gianni Taffarello, direttore di Confesercenti di Treviso, secondo cui “l’avanzata di Amazon sul territorio italiano, che negli anni passati aveva seguito un ritmo impressionante, sembra essersi fermata, soprattutto nell’ultimo miglio, trasformando il proprio modello organizzativo”.  

Logistica, l’ufficio federale trasporti svizzeri aumenta le indennità per il traffico combinato non accompagnato

Fonte Telenord 28.08. Le condizioni per il trasporto di merci su rotaia attraverso le Alpi, quest’anno già difficili in particolare a causa dei numerosi cantieri in Germania, si sono ulteriormente complicate dopo l’incidente nella galleria di base del San Gottardo. L’Ufficio federale dei trasporti svizzero (UFT) ha perciò deciso di aumentare le indennità. Il traffico combinato non accompagnato (TCNA) transalpino era già in difficoltà, avendo fatto registrare nel primo semestre 2023 il 5,5 per cento di invii in meno dell’anno scorso. Oltre agli sviluppi congiunturali, a pesare sono stati la bassa stabilità dell’esercizio in Germania nonché gli scioperi in questo Paese e in Francia. La chiusura totale della galleria di base del San Gottardo dopo il recente incidente e le ridotte capacità dopo la sua parziale riapertura hanno aggravato la situazione. Il calo del traffico fa sì che nel 2023 nel credito della Confederazione destinato alle indennità per il traffico combinato transalpino si rendano disponibili fondi, già che il loro versamento avviene sulla base delle prestazioni effettive. L’UFT ha perciò deciso di aumentare, nel secondo semestre 2023, l’indennità di 200 franchi per ogni convoglio TCNA. È inoltre sospesa, per l’intero 2023 e su tutte le relazioni, la regola secondo cui il sussidio è ridotto del tre per cento in caso di notevoli scostamenti per difetto dai volumi pianificati. Secondo la legge sul trasferimento del traffico merci le indennità devono essere ridotte di anno in anno al fine di ottenere progressivamente l’autonomia finanziaria dei trasporti. Nel 2024 per la promozione del traffico combinato transalpino saranno disponibili ancora 78,2 milioni di franchi, circa 6,2 milioni in meno rispetto all’anno in corso. La riduzione delle indennità riguarda sia la strada viaggiante sia il TCNA. Nel 2024, tuttavia, la disponibilità della rete non migliorerà rispetto al 2023 e il TCNA si vedrà nuovamente confrontato a un anno oltremodo difficile a causa dei cantieri in Italia, Svizzera e Germania. Si è così deciso di contenere quanto più possibile l’abbassamento dell’indennità per ogni invio, riducendola di un solo franco rispetto all’anno corrente.

Cronotachigrafo smart di seconda generazione

Fonte TrasportoEuropa 21.08. Il 21 agosto 2023 entra in vigore un importante obbligo previsto per l’autotrasporto internazionale dal Primo Pacchetto Mobilità: l’installazione su tutti i veicoli industriali immatricolati da tale data nell’Unione Europea del cronotachigrafo “intelligente” (o smart) di seconda generazione, che fornisce nuove funzioni che dovrebbero contrastare meglio la manipolazione dell’apparecchio e la violazione delle regole sul cabotaggio stradale. Una delle principali innovazioni è la possibilità di controllare in remoto – ossia mentre il camion è in viaggio – diciannove parametri del cronotachigrafo. In questo modo l’operatore di Polizia può verificare tramite un tablet o un personal computer il regolare funzionamento dell’apparecchio. Ciò serve per selezionare gli automezzi che potrebbero avere manomissioni al cronotachigrafo o violazioni ai tempi di guida e di riposo. Un’altra importante innovazione è la registrazione automatica del passaggio di frontiera, operazione che ora deve essere svolta manualmente dall’autista nel primo punto dopo la frontiera dove può fermarsi in sicurezza (col rischio di contestazioni e sanzioni). Questa funzione serve per controllare la regolarità di eventuali trasporti di cabotaggio e viene svolta ricevendo i dati dal sistema satellitare europeo Galileo. Il cronotachigrafo smart di seconda generazione fornirà ai gestori delle flotte le informazioni sugli ultimi 56 giorni di guida, ossia il doppio della generazione precedente. Altre novità riguardano i meccanismi contro le manomissioni, la possibilità di aggiornare il software e l’interfaccia di dialogo Bluetooth con i sistemi digitali Its (prima facoltativa). Le associazioni dei costruttori di veicoli industriali e dell’autotrasporto di alcuni Paesi europei, tra cui l’Italia, hanno chiesto nelle settimane precedenti un rinvio del termine del 21 agosto, perché non ci sarebbero abbastanza cronotachigrafi nuovi per i camion da immatricolare, ma la Commissione Europea non ha ritenuto necessario farlo. Si stima che in Italia potranno mancare settemila apparecchi, causando un ritardo nelle immatricolazioni. Rispondendo a una richiesta del ministero dei Trasporti, la Direzione DG-Move della Commissione ha raccomandato agli Stati un “regime temporaneo di tolleranza” nei controlli. Ma ciò dipenderà da singoli Stati e non si sa neppure quanto potrà durare questa eventuale “tolleranza”. La prossima importante scadenza per il cronotachigrafo digitale sarà il 21 agosto del 2025, quando l’adozione del cronotachigrafo smart di seconda generazione diventerà obbligatoria su tutti i veicoli industriali con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate che svolgono autotrasporto internazionale, anche quelli immatricolati prima del 21 agosto 2023. Il suggerimento è provvedere con anticipo a questa sostituzione, per evitare ritardi nell’installazione, con la conseguente necessità di non poter usare i camion oltrefrontiera.

Divieti di circolazione mezzi pesanti

Arriva l’estate, stagione calda della mobilità per le persone e le merci. In questo periodo, la viabilità è più congestionata e la sicurezza stradale diventa ancor più una priorità. Per questo motivo, vengono introdotti divieti di circolazione per i mezzi pesanti, al fine di garantire, almeno durante i weekend, un flusso di traffico più fluido e potenzialmente più sicuro. Non pubblicizziamo i divieti, facilmente recuperabili per chiunque volesse googlare, ma approfittiamo per ricordare che l’Articolo 6 del decreto ministeriale prevede delle agevolazioni per il trasporto intermodale riferito ai veicoli diretti negli interporti di rilevanza nazionale. Tra questi vi è l’Interporto d’Abruzzo (Pescara).

Robusta ripresa dei treni fra Cina ed Europa

Fonte TrasportoEuropa 14.07. Nonostante le tensioni geopolitiche, il rallentamento dell’economia e il crollo dei noli marittimi, il trasporto delle merci su rotaia dalla Cina all’Europa segna nel primo semestre del 2023 un aumento del trenta percento, raggiungendo i 936mila teu. Ciò grazie anche all’incremento del numero di convogli del sedici percento, con 8.641 treni. Questi sono i dati diffusi dalla compagnia cinese China State Railway Group, che precisa che l’aumento è avvenuto soprattutto sulla rotta tra Xi An e la città tedesca di Duisburg, dove sono state raddoppiate le frequenze a due treni la settimana. Il traffico è aumentato anche grazie al maggiore bilanciamento dei carichi ottenuto in direzione ovest-est. Quasi la metà dei convogli è passata dal terminal ferroviario di Khorgos, posto al confine tra la regione autonoma cinese dello Xinjiang Uygur e il Kazakistan, dove l’impianto opera dal 2016 e che oggi è attraversato da settantasette collegamenti. China State Railway Group segnala anche che finora tra Cina ed Europea sono avvenuti oltre 73mila viaggi su rotaia, che hanno trasportato 6,9 milioni di teu verso 216 città di 25 Paesi europei.