Causa di forza maggiore

Fonte TrasportoEuropa 03.06.24

Tempeste, nevicate, inondazioni, incendi ed alte temperature mettono a dura prova la temuta delle reti ferroviarie e basta un ritardo per causare posticipi e disservizi a catena. I treni viaggiano infatti su tracce prestabilite, studiate per gestire efficacemente l’utilizzo dell’infrastruttura e garantirne la sicurezza. Quando però un convoglio perde la traccia assegnata, l’incastro perfetto viene meno e il traffico subisce forti rallentamenti. In queste situazioni, i treni passeggeri hanno la precedenza sui merci, che spesso restano in sosta per 24 ore o più, per poi ripartire con la prima traccia disponibile e causando la cancellazione del treno successivo.

Nel settore intermodale, quindi, ogni ritardo, anche di pochi minuti, può portare a cancellazioni e ad aumenti nel transit time difficilmente spiegabili ai clienti, che a lungo andare scelgono di affidarsi allo stradale. Solamente in Austria, secondo il quotidiano austriaco Kronen Zeitung, nel 2023 sarebbero ben 1.900 i treni costretti a fermarsi a causa delle condizioni meteorologiche, con conseguenti ritardi e cancellazioni sia sul traffico passeggeri che nel trasporto merci.

“Negli ultimi anni non abbiamo mai avuto così tante cancellazioni di treni a causa di temporali come nell’agosto scorso”, ha dichiarato alla stampa austriaca Bernhard Rieder, portavoce delle ferrovie austriache Öbb. “Solo le inondazioni nel Tirolo e nel Salisburghese e le massicce colate di fango dopo i temporali hanno causato 716 fermate impreviste a causa del maltempo. Inoltre, il rialzo delle temperature nella regione alpina sta portando ad un aumento degli incendi boschivi e dei terrapieni , con conseguenti distorsioni dei binari. Stiamo monitorando la situazione con molta preoccupazione”.

L’argomento è stato trattato anche dal quotidiano britannico Financial Times che, attraverso alcune interviste a consiglieri del Governo e a rappresentanti delle ferrovie d’oltremanica, ha sottolineato come le forti piogge, le inondazioni improvvise e i sempre più frequenti smottamenti abbiano messo in seria difficoltà il settore ferroviario. Network Rail, la società che possiede e gestisce la maggior parte delle infrastrutture ferroviarie del Regno Unito, ha aggiunto un messaggio sul suo sito web in cui avverte che “condizioni meteorologiche più frequenti ed estreme causate dai cambiamenti climatici avranno un impatto sulla nostra capacità di far funzionare la ferrovia in modo sicuro e puntuale”.

Anche le ondate di caldo e le temperature in costante aumento sono responsabili di diffuse cancellazioni di treni, a causa di problemi come la deformazione delle rotaie e la caduta delle linee elettriche. I binari ferroviari sono infatti progettati per resistere a un certo intervallo di temperature, ma possono deformarsi in condizioni molto calda mentre il calore può anche causare cedimenti e blackout sulle linee.

Per mitigare questo fenomeno, in Austria sono in corso lavori di ammodernamento per proteggere le linee elettriche dal pericolo di surriscaldamento e le rotaie vengono ora dipinte di bianco per aumentarne la resistenza al calore. In Gran Bretagna, invece, si è speso di più per il drenaggio ed è stata introdotta una tecnologia per controllare a distanza la temperatura dei binari. Inoltre, in seguito alla morte di tre persone nell’agosto 2020, quando un treno si è scontrato con una frana nell’Aberdeenshire, Network Rail ha sviluppato un nuovo software per prevedere piogge improvvise e torrenziali.

Network Rail ha inoltre annunciato di aver stanziato 2,8 miliardi di sterline (3,2 miliardi di euro) per adattare l’infrastruttura ferroviaria della Gran Bretagna ai cambiamenti climatici tra il 2024 e il 2029. L’investimento riguarderà la costruzione di migliaia di chilometri di canali di scolo e argini ma anche l’ammodernamento di macchinari e strutture, spesso risalenti all’epoca vittoriana e quindi considerati ormai a fine vita e maggiormente esposti a rischi di guasti legati alle condizioni atmosferiche. Network Rail ha inoltre introdotto una formazione specifica per i membri chiave dello staff che, grazie ad un corso presso l’accademia meteorologica, impareranno ad analizzare le previsioni meteorologiche e a prendere decisioni operative migliori.

Gli interventi per diminuire l’impatto dei cambiamenti climatici sul trasporto ferroviario sembrano comunque essere limitati a iniziative locali scollegate tra loro e la rete europea, che dovrebbe essere l’ossatura del Green Deal, sembra in balia dei sempre più frequenti eventi atmosferici estremi. Gli allagamenti avvenuti nel Nord Italia nelle scorse settimane, che hanno paralizzato i treni per diversi giorni, sono un chiaro esempio dell’impotenza di un intero comparto di fronte ad eventi atmosferici che rientrano ormai nell’ordinario.

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